RADIOMERCATO 5/6/18: 70 milioni per Pjanic, DeLigt ospite di Raiola

di Luca Momblano |

Il mercato ragionato non è la natura di questo spazio non fisso, rubrica utile a dare dei flash piuttosto che a commentare strategie. Qui il mercato è un flash, o più d’uno, coniugato al presente indicativo, il che può ingannare perché rende l’idea di un qualcosa di statico, cioè quanto di più lontano dalla materia in questione.

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Ed eccoci dunque qui su alcuni paletti d’inizio giugno: non solo Pipita, perché di Mauro Icardi primo obiettivo della Juventus è ormai il segreto di Pulcinella, non solo attacco nonostante siano i senatori a considerare il ritorno di Morata soltanto una questione di rate, cavilli e dettagli con il Chelsea, ovvero forse a oggi la società tra le big più indietro nella programmazione dell’estate.

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Eccoci allora su Miralem Pjanic, senza sirene d’allarme ma con le orecchie ben puntate verso ovest. Del bosniaco corteggiato e abbindolato già tra marzo e aprile scrivemmo in un articolo a titolo “Sostituire Miralem Pjanic”, passato in cavalleria perché allora si viveva la stretta preoccupazione della sua assenza nel match d’andata contro il Real Madrid (taaac!). Il calcio è parabolico, al punto che sono proprio le merengues ad essere uscite allo scoperto con l’ex mezzala della Roma. O magari erano già loro a inizio primavera. Sta di fatto che l’offerta alla Juventus sarebbe di poco superiore ai 70 milioni di euro (e voi vi chiederete: per sostituire chi? io dico: del luogo futuro non sono sicuri né Casemiro né Modric). Lo stesso Pjanic risulta particolarmente attratto. Missione: fare di tutto per evitare un Alex Sandro bis. Ci siamo intesi.

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Capitolo difesa, mentre si tornerà presto a parlare poi del reparto nevralgico sul quale, da tradizione, si parte con un parametro zero, si aspetta il giusto per la clausola (Pellegrini) e si arriverà necessariamente lunghi anche se su grandi obiettivi. Notizia: Medhi Benatia ha chiesto la cessione, e nessuno si strappa le vesti. C’è rammarico? Comprensibile, stando al concetto di prestazione. Benatia però quest’anno è stato anche tante altre cose, particolari che fanno da ambo le parti la differenza. Farà il mondiale da capitano, ma la Juve si muove di conseguenza. Un esperto e un giovane, il secondo potrebbe condannare Rugani che garantisce nel caso una gradita plusvalenza. Sull’esperto non ci sono affondi realistici da segnalare (a Torino i nomi di Godin e di Boateng non sono ancora ben accesi), sul giovane si punta in grande e considerato l’arrivo di Caldara questa mossa è agli atti forse la più imprevista.

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I nomi, in tema, sono soltanto due: Alessio Romagnoli e Mathjis DeLigt, Milan e Ajax. Botteghe comunque piuttosto care, anche se club non più in auge come negli anni d’oro (anzi, il fuggi fuggi è piuttosto simile anche se per motivi diversi). Sul primo Marotta sui dice pronto a formulare un’offerta in caso di apertuta rossonera già l’8 giugno prossimo (con il giocatore che si sposterebbe di corsa, nonostante l’ingombranza di capitan Chiellini tra i mancini dietro). De Ligt è un destro, o ambidestro, neanche vent’enne. Anche lui profilo tra i 30 e i 40 milioni di euro di cartellino. Mica bruscolini. La decisione però pare presa, e vuol dire che comunque sia Benatia porta soldini. Presa al punto che Romagnoli nel ritiro della Nazionale parla solo di quanto sarebbe bella la Juventus e che DeLigt davanti ai bianconeri metterebbe solo la casamadre degli olandesi, cioè il Barcellona. Il biondino, tra le altre cose, ha visitato sì Torino, ma quel che fa notizia è come: a braccetto con Mino Raiola, che gli ha anche offerto un prelibato pranzo presso le mura de La Mandria, a due passi ormai anche dal prossimo centro di allenamento e a pochi metri da casa Nedved.