RADIOMERCATO 21/6/18: Godin l’uomo giusto, chi voleva Emre Can?

di Luca Momblano |

Il mercato ragionato non è la natura di questo spazio non fisso, rubrica utile a dare dei flash piuttosto che a commentare strategie. Qui il mercato è un flash, o più d’uno, coniugato al presente indicativo, il che può ingannare perché rende l’idea di un qualcosa di statico, cioè quanto di più lontano dalla materia in questione.

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Riassunto degli ultimi 6 mesi: la Juve stringe l’accordo totale sulla parola a ridosso degli ottavi di Champions; Emre Can viene ritenuto un colpo dedicato alla crescita del club in quanto ad attrattiva (tanto più per un campione svincolato di primo taglio) ma soprattutto un colpo dedicato ad Allegri; poi qualcuno ha temuto, con il Liverpool che va dritto fino a Kiev; poi qualcuno ha temuto per alcuni precedenti; poi è arrivato per la felicità di uomini e donne (calciofili/e). Il resto è qui:

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Ripartiamo dal futuro: Diego Godìn non è giusto chiamarlo sogno. Obiettivo, non semplice, ma primario. Personalmente aggiungo “uno dei pochi, quasi l’unico, con il quale potrei arrivare a dire prima di iniziare e vedere: in difesa siamo migliorati”, considerazione non di poco conto per non perdere d’occhio la possibile erosione nella zona che ha costruito i successi di 7 lunghi anni, confusi dal guardare per il mercato alla singhiozzante fase propositiva della squadra (propositiva, non offensiva, che sarebbe un’altra cosa di fronte al numero di gol effettivamente realizzati). Diego Godìn se parte Benatia, possono costare la medesima cifra (20 milioni, clausola per il pilastro uruguagio dell’Atletico, in scadenza 2019 e ancora ingolfato nelle trattative con il suo storico club madrileno). Difficile capire le percentuali reali, ma sapevatelo: in tanti, importanti, alla Juventus lo vedrebbero come l’assortimento ideale con capitan Chiellini e come guida della retroguardia davanti a Szczesny/Perin (l’avete capito, non sono alla Juventus ma lo pensa anche chi scrive). C’è da stare molto ma molto attenti.

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Visto che il grosso delle offerte provengono dall’estero, Stefano Sturaro ha pieno diritto di chiedere 3 milioni netti a stagione. Unica nota: la Juventus ha una certa fretta di fare l’operazione in uscita, in tanti la accontentano se si “accontenta” Sturaro. Discreto l’imbarazzo della scelta per il centrocampista ligure, sicuro partente, contattato anche direttamente tra gli altri da Rafa Benitezper il suo Newcastle (ma ci vengono riferiti altri 3 club di medio taglio continentale).

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Mentre il Psg si è rifatto sotto per Alex Sandro con cifre importanti, la Juve valuta parallelamente di non dover far necessariamente cassa con Mandragora e quindi poter dire no al Monaco che ha offerto quinquennale a partire da 2 milioni netti annui a salire al centrocampista che, intelligentemente, lascia il pallino in mano ai vertici bianconeri. Strana la sua storia fin qui, con l’Atalanta che si è presa il due di picche da Marotta, tredicesimo episodio:

Primo: decide la Juve.

Secondo: lui non vuole il Genoa e il Genoa lo sa.

Terzo: alla Fiorentina direbbe sì.

Quarto:spunta il Monaco.

Quinto: il Monaco mette sul piatto 20 milioni, come da valutazione Juve.

Sesto: il Monaco non ci sente sulla recompra.

Settimo: Gasperini e l’Atalanta si adoperano.

Ottavo: la Juve non vorrebbe fare affari con l’Atalanta.

Nono: il giocatore aveva detto sì a Gasperini anche un anno fa.

Decimo: il Monaco pronto ad accontentare Juve e giocatore.

Undicesimo: il giocatore preferirebbe in assoluto l’Italia, ecco che spunta l’Udinese (che però vale il Genoa).

Dodicesimo: decide la Juve.

Tredicesimo: la Juve pare non aver più necessità di fare cassa su un calciatore in cui crede ancora.

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In ultimo, il rebus Pjanic. La Juve, Allegri ecc. ecc. fanno quadrato su un giocatore lavorato per due anni per poter essere ora adattato definitivamente a dare il meglio. Zidane lo aveva messo nella sua ristretta lista, 70 milioni ipotesi di offerta alla Juve. Poi è successo quel che è successo. Ora il Barcellona, e le cifre sono quelle, che andato a vuoto su Griezmann difficilmente evolverà il progetto Coutinho mezz’ala di costruzione (il dopo-Iniesta). Così nel pensiero blaugrana Miralem è tra i pochi a poter provare a raccogliere quella eredità, con Coutinho che sarebbe chiamato a fare qualcosa in formato Liverpool, da attaccante esterno che prenda campo. Forse tutto questo can-can è addirittura anche troppo presto per chiamarlo rebus…