RADIOMERCATO 26/5/17 – Bernardeschi parla chiaro, carta bianca a Lichtsteiner

di Luca Momblano |

bonucci

Questo appuntamento semiquotidiano di mercato fa da altoparlante a quanto si dice, si discute, si racconta e si dibatte tra gli operatori del settore. RadioMercato è questo: chiacchiericcio dalle redazioni, confidenze degli addetti ai lavori, dunque qualche millanteria, nonché qua e là commenti a margine da parte dell’autore. Fatene buon uso.


La mossa di Federico Bernardeschi: presentarsi con Beppe Bozzo al cospetto dei Della Valle; ammettere di essere pronto a rispettare, volendo, il contratto in essere fino al 2019; condizionare il tutto a un’autonoma scelta della futura destinazione; quindi rinnovo con i viola solo con clausola ritenuta gestibile e accettabile (roba per deboli, cit. Marotta); intendere che tra un anno il suo cartellino può paradossalmente perdere valore; non citare la Juventus perché i datori di lavoro hanno inteso. Riscontri da Milano: l’Inter ci avrebbe provato e riprovato partendo dalla punta della piramide, ovvero la Fiorentina stessa, la quale avrebbe alzato le braccia. Dal giocatore stesso, o entourage, i nerazzurri avrebbero saputo del patto stretto con la Juventus. Feedback torinesi: il nome di Federico Bernardeschi non incontra detrattori, anzi. Parte del gruppo dirigenziale lo vedrebbe con la 10. Reminiscenze di Roberto Baggio. Sarebbero lampi, magari fossero simili bagliori. Prezzo: 50 milioni appena appena trattabili (traduzione: “potrei anche venderlo, ma non voglio rimetterci la fascia, speriamo arrivi il PSG di turno“). Sensazioni: nessun corteo nei pressi degli Uffizi. Parola d’ordine: il migliore in assoluto tra gli atipici nostrani, potenziale senza limiti, referenze strepitose. Da mentalizzare, nel caso. Da calare progressivamente in una parte destinata solo ai veri tenori.


Capitolo Mandzukic. Tutto vero. Nel senso che il Besiktas è ancora insistente con il croato: fino a 8 milioni a stagioni più eventuali bonus per 3 anni. La Juventus ha la priorità, il promesso prolungamento in caso di campionato vinto è divenuto realtà. Non è un’ala, non è eterno. È un indizio che resterà Allegri? È più che altro un riflesso incondizionato. L’estate è lunga, la Juventus lo valuta comunque non meno di 18 milioni. Ma quanto si valuta lui in termini di qualità della vita professionale nell’anno che dovrebbe portarlo al suo ultimo mondiale?


La Sampdoria chiede informazioni su Orsolini e Bentancur, il Genoa sonda a proposito di Mandragora e Mattiello (Sturaro non valuta un ritorno nell’immediato), Neto non ha più fretta di salutare e ascolta soltanto offerte dai 3 milioni per 3 anni in su (comunque non fuori mercato). In questo quadro gli incastri cercati e cercandi da parte di Marotta e Paratici saranno parecchi e impegnativi. Carta bianca invece per Lichtsteiner, a differenza di un anno fa. Per quanto riguarda Asamoah, oggi il ghanese viene ritenuto il migliore dei “gregari” per una combinazione di motivi tecnici, tattici, umani e finanziari.


Borussia Dortmund pericoloso su Patrick Schick, che vuole la Juve ma la vuole subito. La sorella-modella ha base a Milano, la Germania però è un trampolino pazzesco (ha praticamente fallito solo Ciro Immobile). Non ci sono conferme sul fatto che i bianconeri insistano per lasciare il ceko per forza un anno a Genova, anzi. Il punto è che sotto la Mole si apprezzano solo coloro che hanno una sola parola (come lo è stato Marotta con Mandzukic). A Patrick basterà ripeterla. Come fece Pjaca proprio sull’ultima disperata sirena da Dortmund. Che poi, magari, è solo una ripicca per aver riallacciato rapporti con l’entourage di Dembelè. Chissà. Boh.


P.S. – Su Iniesta a suo tempo o si rideva o si sgranavano gli occhi 🙄, ma è il classico esempio che portano i vertici Juve quando provano a definire la parola campione in chiave estiva