Il derby del poker raccontato da mio nonno

di Gianluca Cherubini |

Quando parliamo di calcio si sorvola sul suo ruolo “antropologico”, non solo protagonista dei “discorsi da bar” ma anche e più spesso argomento di confronto all’interno delle nostre reti sociali. E se prendiamo in considerazione proprio questi rapporti vincolari, possiamo scavarvi più a fondo e ricordarci che essere tifosi e discutere di una partita di pallone costuituisca quella sorta di appuntamento senza “preaccordo” che abbiamo con i nostri rapporti più cari.

Questo è sistematicamente quello che mi accade con mio nonno, soprattutto ora che oltre trecento chilometri ci dividono. La telefonata post-partita è quella regola non scritta che ci unisce e ci fa sentire meno lontani, proprio noi che abbiamo usato condividere il divano per vent’anni durante le partite della nostra squadra del cuore. Per questa occasione particolare, merito anche di una Juventus impeccabile, ho voluto registrare la telefonata, per tenerla come ricordo di un momento che lo ha visto entusiasta. Vorrei condividere i suoi spunti e le sue parole perchè fidatevi, sentirlo così soddisfatto dopo una vittoria non capita poi tanto spesso per lui che, da oltre sessant’anni, segue assiduamente l’epopea bianconera.

 

Finalmente Mandzukic. Finalmente le sponde e tutta la squadra ne ha giovato. Mi ha impressionato moltissimo con questo modulo e credo possa migliorare molto il nostro gioco anche in Europa. Infatti su una televisione (non la cito) lo hanno votato migliore in campo. La Juve con tre mezze punte ha bisogno di un centravanti di manovra così, soprattutto ora che Higuain non è in forma. Protegge, tira e lotta, davvero un attaccante completo (…) E poi Pjanic, che perla! Mi ricorda quando io giocavo nella Pro Gioia (anni’50, squadra dilettantistica di Gioia del Colle, provincia di Bari), mi ha ricordato quando il nostro allenatore ci insegnava a tirare al volo così, sul secondo palo. Certo ora non voglio esagerare (ride), ma un talento si vede anche dalla coordinazione oltre che da come imposta. Ormai è un leader, mi piacerebbe vederlo insieme a Bentancur che ha dimostrato senso della posizione e una grande visione di gioco (…) Con Matuidi, sai, a me questi giocatori non è che facciano impazzire, ma sono operai oscuri. Quarant’anni fa nella nazionale c’era De Sisti, tu non puoi ricordarlo, ma sebbene fosse un regista si adoperava in un ruolo diverso… ecco lui era uno di quelli che non sbagliava quasi niente e quindi davi sempre per scontato giocasse bene anche senza fare cose egregie. E questo è un po’ il ruolo di Matuidi, lui gioca sempre bene anche senza fare cose straordinarie e la pagnotta la porta sempre a casa, capito cosa intendo? E a noi servono giocatori così, specie ora che viviamo di un Dybala ancora sprazzi, il cui genio si accende e si spegne durante la partita. Lui è il nostro fenomeno e fa cose fenomenali, non saltavo così sul divano per un giocatore della Juventus dagli anni d’oro di Del Piero. Ti ricordi quando abbiamo pianto quando è uscito con l’Atalanta? Speriamo che riusciremo a vedere ancora un leader in bianconero per tutta la carriera… speriamo o almeno, speriamo che faremo ancora in tempo a piangere ed emozionarci insieme per un calciatore…“.

 

“Certo nonno, faremo sicuramente ancora in tempo.”

Tu-tu-tu-tuuuu.

Mercoledì notte ci sarà il dopo-Olympiacos.