Quo vado? Dalla Juve

di Vincenzo Ricchiuti |

Il madridismo cos’è. Uno stadio pieno. Caldo. Afoso. Che brucia tutto, che dà senso a niente. Il successo come fiamma non lascia intero nulla, tranne la cenere. Ma la cenere non appare in tv. Un ecosistema malato. Nonostante sia malato, il Madrid è il paziente più sano e invitante del ristorante calcio, consolazione di afflitti ma soprattutto di chi afflitto non lo è stato mai allo stadio. Il giorno perfetto invece è il secondo tempo di Juve-Verona. La calma piatta. Il mare fermo. Il senso di compiuto. La finitezza del compito. A molti non piace ‘sta roba, vorrebbero la sfida perenne, si scazzano con l’ombra loro. A me no, a me piace il successo. Il risultato acquisito. Il modo in cui lo si è raggiunto, ossia non uno qualsiasi o anche uno qualsiasi. Ma proprio nel caso. Nel caso invece possa scegliere, Juve-Verona provincia di secondo tempo è ciò che sceglierei. Controllo perfetto. Più di perfetto, padronale. Padronale è meglio di perfetto: la perfezione evoca la scienza e la scienza per controllare la vita non controlla se stessa. Il padrone invece è arte. La Juve come un’app. L’app della frusta che scoprono gli Sheldon. Ma usano gli Allegri. Zac, Cuadrado si scalda, non entra. Perché c’è Sandro. Zac, “La Juve è così, aspetta” dice Mauro alla tv. Sky che si arrende all’ineluttabile, l’Italia non è il paese che ha inventato il calcio bensì la moviola. Zac Zac, Sandro torna alla velocità della luce a fare un fallo tattico da sciamannato. Che bellezza, la cavalla golosa tendente al brado con un mortifero coro di fan girl che volevano imporcelo come pop corn fuffa y bailado è diventato utile. E’intelligente: s’è messo le briglie. Che belle le braghe del padrone. E gliele abbiamo messe bene in testa, a quelli del Verona. A tutti gli altri lì, i rassegnati a perdere che Dio li benedica. Nel primo tempo abbiam vissuto come tanti, s’era superiori ma chissà. Si poteva segnare noi come loro, ci è andata bene. Nel secondo tempo non stiamo vivendo, stiamo godendo. L’assalto al cielo è il passato, ora stiam pensionando il Dio della partita. Dopo aver fatto a pezzi il libero arbitrio dell’avversario. Siamo soli, siamo tutto. Siamo arrivati. Altro che la bellezza è il viaggio. S’è scesi e s’è preso posto. Il migliore. L’unico. La vita è finita. La tensione, la competizione, le probabilità, l’incerto andati a farsi fottere. Su altri campi, altri casi. Altri culi. Us and them, and after all we’re only ordinary men: cantavano i Pink Floyd ma non han specificato che solo uomini vale per gli altri. Noi abbiam la fissità degli albi d’oro, degli archi di trionfo, dei La gara è finita, voi andate e a noi la pace. La vita è finita, il movimento è finito e il risultato si sente dannatamente bene. Il successo come fine, d’ogni discussione. S’è messo tutto a posto. Si tratta solo di durare. La vita è finita, finalmente. Non è arrivata la morte come pensano i cuori matti come Sacchi. E’la pace nel mio mondo e la porta la Juventus.