Questa Juve usa poco la testa (di Ronaldo)

di Leonardo Menduni |

Dopo le sconfitte contro Napoli e Porto le analisi intorno al delicato momento attraversato dalla squadra di Pirlo si sono concentrate esclusivamente su due aspetti: dal punto di vista psicologico è stato evidenziato il problema dell’approccio alle gare, mentre sul fronte tecnico-tattico si è scatenato un vero e proprio dibattito sulla famigerata “costruzione dal basso” che è costata la partenza shock al “Do Dragao”.

Che ci sia un vero e proprio problema di testa e di gestione anche all’interno della stessa partita è innegabile, e la vittoria di ieri sera contro il Crotone ha confermato le fragilità di una squadra che raramente da l’impressione di entrare in campo e mettere in chiaro la propria superiorità. Quando una grande squadra non riesce ad imporsi col gioco e con le proprie idee, cerca di farlo sfruttando il furore agonistico e mostrando grande attenzione e concentrazione per tutta la durata del match. Dote che, a questa Juve, oggettivamente manca da inizio stagione.

Tuttavia, c’è un aspetto su cui è doveroso fare una riflessione più ampia. Il modo di attaccare di questa squadra non sempre si adatta alle qualità migliori di Cristiano Ronaldo. La doppietta di ieri dell’asso portoghese ha risaltato la sua miglior qualità: il colpo di testa in corsa. La dimostrazione evidentissima che a CR7 per essere determinante non serva produrre un tipo di calcio così raffinato. Facendo una considerazione ancor più tecnica, a volte sembra che la Juve cerchi un tipo di calcio fin troppo sofisticato, perfino per Ronaldo. Alcune combinazioni rapide e nello stretto sembrano non rappresentare l’habitat naturale nel quale far risaltare le straordinarie doti del 5 volte pallone d’oro.

Dovessimo scegliere qualche fotografia iconografica di questi anni della carriera di Ronaldo, certamente sceglieremmo i due colpi di testa con l’Atletico Madrid allo Stadium, il destro al volo contro lo United, lo stacco imperioso di Marassi contro la Samp (e naturalmente fuori concorso la rovesciata capolavoro messa a segno proprio contro la Juve quando indossava la maglia del Real Madrid).

Cos’hanno in comune tutte queste immagini? Sono tutte istantanee di azioni nelle quali a Ronaldo non serve controllare il pallone per far gol e per essere determinante. Gli “basta” prendere il tempo ai difensori avversari, sfruttare una capacità di coordinazione quasi surreale e aspettare di farsi abbracciare dai compagni.

Ronaldo continua a dimostrare che per essere decisivo non ha bisogno di ricevere traversoni che arrivino dal piede fatato di David Beckham. La Juve dovrebbe sfruttare meglio questa qualità, al costo di rinunciare ad un palleggio estenuante, soprattutto negli ultimi 30 metri di campo. Anche in fase di costruzione, forse per la prima volta da inizio stagione, si è vista ieri come opzione la ricerca diretta del lancio lungo a scavalcare la mediana, trovando la sponda del portoghese: una possibilità reale che può essere presa in considerazione soprattutto per evitare rischi eccessivi come successo ad Oporto.

Nel finale di stagione sarà determinante usare bene la testa, e sfruttare quanto più possibile uno dei migliori colpitori di testa della storia del calcio.


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