Il contratto, quell’abbraccio e una nuova Joya

di Leonardo Dorini |

Per noi del romanzo del calcio, non c’è niente di meglio che vedere una foto come quella di Marassi, con Dybala che affida il suo ultimo abbraccio d’esultanza a Mister Pirlo.

Il nostro numero 10 vive un altro momento di difficoltà, che è stato un appannamento fisico, dopo l’infortunio nella massacrante fine stagione scorsa, ma che è anche appannamento mentale, per le critiche e le polemiche relative al benedetto o maledetto rinnovo.

L’essere stato giudicato miglior calciatore dello scorso anno in Serie A non è bastato a fugare i dubbi sul fatto che egli sia effettivamente “al centro del progetto”; le sue ipotetiche richieste economiche (10, 12, perfino 15 milioni netti) diventano oggetto di scherno – anche se poi nessuno di noi sa davvero quali siano i termini della trattativa. Lo sa il Presidente della Juve, che è intervenuto pubblicamente con una stoccata, fra tanti complimenti, parlando di un’offerta fra i top 20 del mondo (e non fra i top 5).

E così c’è un cono d’ombra, dall’inizio stagione, sulla Joya, il gioiello che non risplende da un po’, da quando, infortunato, venne buttato nella mischia di Juve-Lione, nella calda estate del tramonto della Juve sarriana, verso un epilogo che già si immaginava.

Ma ecco che torna finalmente il gol in campionato, un gol “Dybala 100%”: la spizzata furbissima del texano, lui che si invola in area, e già sappiamo che farà fuori il difensore portandosi la palla sul sinistro magico; c’è il dubbio se chiuderà sul primo palo o andrà all’incrocio opposto, ma sapevamo che sarebbe finita con la palla in rete.

Il 10 esulta, dimenticandosi la Dybala mask, con la braccia lasciate cadere come una liberazione; riceve l’abbraccio di tutti, molti più abbracci perché ha segnato proprio lui e tutto lo sanno, cosa significa. E poi va verso il burbero Mister bresciano, che lo aspetta fermo, come un padre. Un padre che ti ha fatto qualche rimbrotto, forse ha alzato la voce, ma che ha vissuto su quei campi e sa cosa vuol dire tutto questo; il Mister è lì, e ti accoglie come chi sapeva che sarebbe andata così, perché ti ha messo negli 11 anche se Morata era disponibile, ci credeva e sapeva che saresti arrivato.

Nell’abbraccio che segue, il ragazzo sembra affidarsi al burbero barbuto, che sorride a mezza faccia: sembra dirgli “grazie Mister, non ti deluderò”.

E noi cosa dobbiamo dire? Niente, che ci voleva, e che siamo contenti. Bentornato Paulo, non andartene più (l’offerta è lì….).


JUVENTIBUS LIVE