Quel “LiveAhead” che ci serviva

di Leonardo Dorini |

Che strane settimane, queste ultime, per il tifoso bianconero. Una stagione terminata in modo mesto, uno scudetto con le polemiche su chi (sbagliando) non lo voleva festeggiare; i giorni dell’incertezza sulla permanenza di Allegri, dei supposti contrasti nello spogliatoio e nel top management della Società; e poi, dopo quel “Allegri non siederà…”, un mese rocambolesco alla ricerca dell’identikit giusto, della voce giusta da ascoltare, della convinzione, talvolta traballante, che la Società non poteva tralignare dalla strada intrapresa con una travolgente storia di successi.

Poi, piano piano, i vari tasselli hanno iniziato a prendere forma: anche coloro che non ritenevano Maurizio Sarri il profilo giusto (come chi vi scrive) hanno preso atto, durante la lunga conferenza di stampa del 20 giugno, di idee chiare, di un incedere serrato nei ragionamenti, di alcune pillole di contenuto sportivo non da poco: bisogna vincere divertendosi, perché sono due obiettivi “non antitetici”; i “150 tocchi” di Pjanic; le parole per Dybala e Douglas Costa, “i nuovi record” che Ronaldo dovrebbe provare ad infrangere, le parole schiette e sincere sul Napoli e sui propri errori. C’era, c’è, della sostanza: il tifoso inizia a respirare aria nuova, a pensare a quello che sarà il gioco dei nostri campioni, a dimenticare i contrasti, le discussioni, gli sfottò su chi doveva forse arrivare e non è arrivato.

E il 1 luglio, inizia ufficialmente la stagione 2019-20, iniziamo a gasarci per davvero, aiutati dal profilo ufficiale del Club, che ci invita a guardare avanti:

 

Luca Pellegrini e Adrien Rabiot si presentano in camicia bianca per le visite mediche, con i sorrisi ed i pollici alzati; escono le prime foto ufficiali di Aaron Ramsey in bianconero; altri annunci, fenomenali, sembrerebbero attesi a breve da Amsterdam, per quello che non sembra per nulla essere un mercato sotto-tono, anzi: sembra che Cristiano Ronaldo non abbia affatto scassato i conti del Club bianconero, ma che, al contrario (e chi lo dubitava, poi…) si stia rivelando un grande e potente magnete per altri talenti: la Juve, che fa ben oltre 100 milioni di euro di “Players trading” nell’esercizio 2018/2019 (chiusosi domenica 30 giugno) senza cedere top players, pare viaggiare ancora su un pianeta diverso.

Presto ritroveremo i nostri giocatori per l’inizio della stagione: ne saluteremo alcuni e ne accoglieremo altri. Il potere salvifico delle prime sgambate ci proietterà alle prime partite, alle sensazioni dell’agonismo. Tutto sarà dimenticato: si combatte per i nuovi obiettivi, si guarda avanti…e non è niente male come sensazione.


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