Quel filo sottile che lega Zagor e la Juventus

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Di Stefano Priarone

(Tutti gli anniversari decennali di Zagor sono coincisi con eventi importanti per la Vecchia Signora)

Uno è chiamato Spirito con la Scure dagli indiani della leggendaria foresta di Darkwood che difende da fuorilegge, pellerossa bellicosi, militari in cerca di gloria e anche da vampiri, scienziati pazzi, invasori alieni e mostri vari. L’altra è una vecchia indomita Signora votata alla vittoria (perché alla fin fine vincere, pur se non importante, è l’unica cosa che conta).

C’è una sorta di filo rosso che unisce Zagor (sta per Za-gor-te-nay, lo Spirito con la Scure in un immaginario dialetto indiano), il giustiziere a fumetti creato dall’editore- sceneggiatore Sergio Bonelli (con lo pseudonimo di Guido Nolitta) e il disegnatore Gallieno Ferri e la Juventus. Il primo numero (nel formato a strisce nel quale aveva debuttato anche Tex Willer, creato da Gianluigi, il padre di Sergio) arriva in edicola il 15 giugno 1961, appena cinque giorni dopo il ritiro di Giampiero Boniperti, il 10, in quella famosa partita vinta 9 a 1 contro la Primavera dell’Inter: Angelo Moratti l’aveva schierata per protesta, a campionato ormai matematicamente vinto dai bianconeri (la rivalità con i Prescritti non è certo nata negli anni Novanta).

Dieci anni dopo, con la storia I sei della “Blue Star”, nella collana Zenith Gigante, in formato quaderno alla Tex, si ospitano solo storie inedite, la serie a strisce non esce più. È questa la collana ancora adesso in edicola. Sempre nel 1971 Boniperti diventa Presidente (e sarà il Presidente per antonomasia), lo rimarrà fino al 1990.

È il 1981: Zagor compie vent’anni, esce Un pellerossa chiamato Cico, terzo speciale dedicato al messicano suo amico, e c’è il gol annullato al romanista Maurizio Turone. Un episodio fondamentale quello del 10 maggio di Juventus-Roma. La partita finisce 1-1, la Juve vince lo scudetto numero 19 e quel gol annullato per fuorigioco dà l’avvio definitivo alla leggenda urbana della Juve favorita dagli arbitri. Poco importa che Carlo Sassi, che ai tempi si occupava della moviola alla Domenica Sportiva oltre vent’anni dopo abbia ammesso che era davvero irregolare. L’antijuventismo esisteva già da bene prima ma Er go’ de Turone (per citare il primo libro del nostro Massimo Zampini) ne è il suggello definitivo. Il 1991 è un anno di ritorni per la Juventus e di novità per Zagor. Tornano Boniperti (stavolta come amministratore delegato) e Trapattoni come allenatore dopo la nefasta annata di Montezemolo e Maifredi. Mentre esordiscono alle sceneggiature di Zagor Mauro Boselli (poi anche curatore, adesso è supervisore di Tex) e Moreno Burattini (attuale curatore della serie).

Nel 2001 Zagor festeggia i quarant’anni con il ritorno dell’arcinemico Kandrax il druido mentre in casa bianconera c’è un ritorno ben più gradito, Marcello Lippi in panchina, (l’anno dopo sarà quello dello scudetto leggendario del 5 maggio). Il 2011 è l’ultimo anno di Zagor con ancora i suoi creatori in vita (Bonelli muore a settembre, Ferri nel 2016, disegnando il personaggio fino alla fine), ed è quello della rinascita bianconera con l’inaugurazione dello Stadium, Conte allenatore e l’arrivo di Pirlo.

Nel 2021 Zagor compie sessant’anni, con varie iniziative speciali (fra le quali l’atteso incontro con Tex, in uno speciale a fine anno) e c’è un nuovo ritorno sulla panchina della Juve, Max Allegri, #AllegriIN recita il tag citando l’#AllegriOUT dei suoi detrattori di due anni prima. Purtroppo nello stesso mese del compleanno di Zagor, il 18 giugno, muore Boniperti. Anche se c’è chi ha scritto, riferendosi alla sua abitudine scaramantica: “il Presidente ha lasciato lo stadio alla fine del primo tempo”. Tutte coincidenze? Forse ma, come probabilmente direbbe il conduttore televisivo Roberto Giacobbo, le coincidenze non esistono.


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