Quarantena, tampone, permessi di viaggio. Il “caso partenze” tra fonti, diritto ed etica

di Giuseppe Gariffo |

Sono odontoiatra, mi occupo principalmente di chirurgia orale. Secondo uno studio effettuato dal Dipartimento del Lavoro dello Stato di Washington, pubblicato poi sul New York Times, appartengo alla categoria a più alto rischio di trasmissione e contagio del Coronavirus. Perchè lavoriamo nella bocca del paziente, che non può certo essere ostruita da mascherine, e per via delle ridotte protezioni a nostra disposizione. Questa evidenza mi ha costretto a documentarmi da subito sulle modalità di prevenzione possibili, sulle misure da apportare al ciclo di lavoro mio e del mio staff, fino alla chiusura dello studio avvenuta mercoledì 11 Marzo.

Sono inoltre un cittadino siciliano. Ho vissuto lo sdegno della mia popolazione  per la moltitudine di corregionali che, in barba alle raccomandazioni per le vecchie “zone rosse”, ha raggiunto il Sud nella notte mettendo a rischio la salute propria e di tanta altra gente.

Per queste due ragioni, nonostante un temperamento ironico e spesso tendente al “cazzeggio cinico” anche di fronte alle vicende più serie, ieri non sono riuscito a trattenermi, sui social, di fronte alle tante inesattezze lette in merito alle partenze per la patria di tre giocatori della Juventus: Higuain, Pjanic e Khedira.

Non è mia intenzione distribuire pillole di saggezza o, peggio, di morale. Nè ai calciatori in questione (non sono nessuno per giudicarli), nè alla Juventus (certamente non sprovveduta), nè alle autorità che hanno permesso le partenze (avranno agito in punta di diritto).

Ma alcune cose vanno precisate.

Sin dall’inizio la Organizzazione Mondiale della Sanità ha creato nel suo sito, una sezione FAQs sul Coronavirus disease. Alla domanda su quanto possa durare l’incubazione, la risposta è: “la maggior parte delle stime del periodo di incubazione per Covid-19 vanno da 1 a 14 giorni, più comunemente intorno a 5 giorni”.

Dopo la comparsa del primo caso in Italia, il “paziente uno” di Codogno, il Ministero della Salute ha subito recepito le indicazioni della WHO, emanando una direttiva, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 21 Febbraio. Essa recita, all’articolo 1, testualmente così: È fatto obbligo alle Autorità sanitarie territorialmente competenti di applicare la misura della quarantena con sorveglianza attiva, per giorni quattordici, agli individui che abbiano avuto contatti stretti con casi confermati di malattia infettiva diffusiva COVID-19.

Proprio ieri 19 Marzo, infine, la WHO ha pubblicato un testo guida, scaricabile qui, per indirizzare gli Stati membri sulle misure di quarantena. Esso afferma, in modo non interpretabile: “L’OMS raccomanda che i contatti dei pazienti con COVID-19 confermato in laboratorio siano messi in quarantena per 14 giorni dall’ultima volta in cui sono stati esposti al paziente (…). Un contatto è una persona che è coinvolta in una delle seguenti condizioni da 2 giorni prima e fino a 14 giorni dopo l’insorgenza dei sintomi nel paziente: aver avuto un contatto a meno di un metro per oltre 15′ con un paziente Covid+; aver offerto assistenza sanitaria a un paziente Covid+ senza protezioni individuali adeguate; aver sostato nello stesso ambiente di un paziente Covid+ (cioè condiviso l’ambiente di lavoro, la classe, la casa o un evento) per qualsiasi periodo di tempo; aver viaggiato a meno di un metro da un paziente Covid+ con qualunque mezzo di trasporto”. Tutte fattispecie, specialmente la terza, plausibili all’interno della Juventus, tra Rugani (il primo Covid+ del gruppo, accertato giovedì 11 Marzo) ed i compagni.

I calciatori della Juventus sarebbero partiti per le rispettive patrie il 19 Marzo, prima dunque dei 14 giorni stabiliti. Questo è un dato. Qualcuno ieri mi obiettava che la quarantena dei calciatori della Juventus fosse volontaria e non obbligatoria, e che i calciatori sarebbero partiti legittimamente dopo un tampone negativo.

Entrambe sono inesattezze. Anzitutto la quarantena “volontaria” dei 121 tesserati, comunicata ufficialmente dalla Juventus, può essere stata tale solo per parte di essi: maestranze, dirigenti, dipendenti vari. Non per i membri dello spogliatoio che, da linee guida WHO “hanno sostato nello stesso ambiente di lavoro di un paziente Covid+”. Per la squadra, come recita la Gazzetta Ufficiale del 21 Febbraio, le Autorità sanitaria avrebbe dunque dovuto applicare la misura della quarantena con sorveglianza attiva per 14 giorni. Inoltre, il tanto citato tampone negativo non dirime alcun dubbio sulla possibilità di contrarre l’infezione entro i 14 giorni dal contatto. Il tampone è uno strumento utile alla diagnosi di Covid+ in presenza di sintomi. Un soggetto asintomatico, entro i 14 giorni dal contatto, può invece avere tampone negativo adesso e positivo due ore dopo. Per questo, sui soggetti in quarantena, possono essere effettuati tamponi ripetuti a distanza di pochi giorni. Infine, è vero che i dati attualmente in nostro possesso ci indicano una caduta della probabilità dell’infezione dopo i 10 giorni dal contatto. Probabilità ridotta, tuttavia, non significa azzerata. Altrimenti la WHO avrebbe indicato una quarantena di 11 giorni e non di 14.

Come è possibile, dunque, che i giocatori siano stati fatti partire? Non lo so e non era comunque la Juventus il soggetto tenuto a vigilare al riguardo, ma le “Autorità sanitarie competenti”. Al di là delle motivazioni relative ai viaggi in oggetto (serie, sembra, soprattutto quelle di Higuain), deve certamente essere stata trovata una motivazione che costituisse eccezione alle linee guida WHO e alle direttive Min Salute. Non è certamente il tampone negativo, non sappiamo quale sia stata e magari lo scopriremo presto. Non è pensabile che Ufficiali Sanitari e PolAria non abbiano agito in punta di diritto.

Certo è che il rispetto di regole chiare, per il periodo buio che stiamo attraversando, è l’unico strumento per uscire al più presto da questa fase dolorosa. Sarebbe bello aspettarselo da tutti. Anche dagli eroi del calcio che abbiamo amato, amiamo e ameremo. Per questo, al di là dei permessi formali, avrei preferito che Higuain, Pjanic e Khedira agissero diversamente.