Quanto peso hanno i singoli nella finalizzazione della Juventus?

di Kene Onwuakpa |

L’avvento dei big data e l’introduzione di metriche e modelli di statistica avanzata hanno migliorato notevolmente la qualità dell’analisi sportiva: seppur con dei limiti, infatti, questi strumenti permettono di avere una chiave di lettura più ampia, integrando dati oggettivi alla visione (generalmente soggettiva) di un giocatore o squadra da parte del pubblico.

Tra i più popolari, ci sono gli Expected Goals (xG), un modello che – basandosi su uno storico di dati raccolti ed una serie di fattori (ad es. l’angolo di tiro, la distanza dalla porta, il tipo di passaggio che il tiratore ha ricevuto ecc.) – assegna un valore probabilistico da 0 a 1 (o 0 a 100 in percentuali) a ciascuna conclusione effettuata.

Grazie ad essi è possibile valutare la performance offensiva/difensiva di una squadra, nonché la qualità delle occasioni create/subite. 

La produzione offensiva della Juventus nelle azioni corali

Lavorando ad un progetto sugli Expected Goals, ho rivelato alcuni dati interessanti che ho trasposto in questa tabella.

Qui sopra, facendo riferimento ai cinque maggiori campionati europei, sono riportate le prime 20 squadre per gol fatti (Ast Goals) ed xG prodotti (ASxG) da tiri assistiti in questa stagione, cioè tiri preceduti da un passaggio-chiave (quel passaggio che in caso di gol viene contato come assist) e quindi non il frutto di azioni individuali; inoltre sono presenti anche il numero totale di conclusioni (Shots), la percentuale di tiri assistiti rispetto ai tiri complessivi (% Assisted) e la percentuale di gol assistiti rispetto al totale dei gol segnati (% Ast Goals).

In questa classifica la Juventus occupa il diciassettesimo posto con 35 gol assistiti ed esattamente 35 ASxG: ciò vuol dire che ha segnato tanti gol quanti quelli previsti dal modello secondo la qualità dei tiri generati da azioni corali; in gergo, si dice che la sua performance offensiva è in linea con le aspettative.

A sorprendere maggiormente invece è la percentuale di gol segnati da tiri assistiti rispetto al totale: in questo caso la Juve è penultima col 62%, preceduta soltanto dal Liverpool col 57% (ma i Reds hanno prodotto più ASxG e segnato più gol) e seguita dal Manchester United col 63%.

Se da un lato questo dato conferma le incredibili doti realizzative di Cristiano Ronaldo e soci quando devono crearsi il tiro da soli o sfruttare gli errori avversari, dall’altro lato fa notare una grande dipendenza dai singoli nella finalizzazione rispetto ad altre squadre: infatti, pur avendo un tasso tecnico di altissimo livello – soprattutto in attacco – per la Serie A, la rifinitura delle azioni corali non è particolarmente brillante in termini di qualità delle occasioni create (e quindi dei tiri assistiti).

Basti pensare che l’Atalanta, oltre ad essere l’unica italiana presente nella top ten europea, ha una percentuale di gol assistiti del 76%, producendo 41.18 ASxG e segnandone ben 43 da questo tipo di situazioni.

I motivi della dipendenza dai singoli

Le cause delle carenze in rifinitura sono molteplici: il centrocampo, ad eccezione di Pjanić (il cui ruolo attuale limita fortemente il suo potenziale contributo negli ultimi trenta metri), non è granché creativo e nonostante l’ottimo rendimento di Dybala da tuttocampista, legando bene i reparti e recuperando molti palloni, l’argentino non brilla nell’ultimo passaggio come altri playmaker offensivi del calibro di Messi, Özil e Griezmann; inoltre la squadra attacca in maniera diretta e statica, con le mezzali che scappano subito in avanti a possesso consolidato, utilizzando parecchio i cross per sfruttare la fisicità di Mandžukić (e Ronaldo) sul secondo palo.

Si potrebbe anche affermare che l’assenza di un gioco tra le linee o un attacco posizionale particolarmente elaborato, da inquadrarsi nella cornice di una fase offensiva più ragionata e fluida (cosa vista per brevi periodi quest’anno), sia alla radice di queste difficoltà; tuttavia, sarebbe un’argomentazione non molto forte dato che giocatori come Ronaldo provano (troppo) spesso la soluzione individuale a prescindere dal contesto tattico in cui sono collocati.

Insomma, non c’è alcuna certezza che, giocando diversamente da come fa ora, la Juventus creerebbe e segnerebbe di più da azioni corali. Se non altro ciò che si può evincere analizzando questa tabella è che, un po’ come lo scorso anno quando la Juve segnò molti più gol di quelli attesi, il trade-off offensivo praticato da Allegri è sostenibile nel lungo periodo per la qualità degli attaccanti a disposizione, ma che sarebbe utile ed interessante cambiare approccio in funzione di una Juventus sempre più dominante in campo e meno legata ai singoli per risolvere le partite.