Quando ripenso a Miralem Pjanic

di Sabino Palermo |

Ci risiamo, ma non avevi detto che volevi andartene via?

Invece chiami, richiami, trovi occupato e poi ci ritrovi più Allegri di prima.

Perché, d’altronde, ti vogliamo ancora bene.

Sembra passata un’eternità dall’ultima gara in maglia bianconera di Miralem Pjanic. Fine luglio di un’annata strana e piena di contraddizioni, che ha portato la Juventus di Maurizio Sarri a conquistare stancamente il suo nono scudetto consecutivo. Il volto dipinto di addio, fatica e scarico di motivazioni: affare fatto e si vola via verso Barcellona.

PLUSVALENZA CANAGLIA

L’affare del secolo: Arthur alla corte di Madama e Miralem in terra catalana. Tutti contenti anche se non pienamente soddisfatti – il brasiliano da convincere e il bosniaco malinconico – in una strategia economica che ha inghiottito i ricordi. Boccata d’ossigeno che, però, si è tramutata in un nodo in gola. Perché, seppur stanco e senza stimoli, Pjanic era il fulcro a cui non potevamo rinunciare. Da mezzala dai “piedi buoni” a metronomo di centrocampo: ci avevi convinto che, senza le tue geometrie, saremmo stati persi. E avevi ragione tu…

QUEL SARTO DI ALLEGRI

Arrivato in un mercato 2016 da ricordare, strappato alla Roma e subito immedesimato nella realtà bianconera. È come se avessi sempre vestito la nostra maglia Miralem: fiero, padrone del gioco e spadaccino su calcio piazzato. Finalmente una sentenza, in una gara all’ultimo incrocio con Paulo Dybala, che ci ha regalato un’annata dal finale (amaro) in Champions League. Il tuo scudiero Khedira, però, non è stato più lo stesso e hai dovuto prendere in mano il centrocampo in un ruolo nuovo. Allegri ha provato a cucirti un vestito che, all’inizio, sembrava perfetto. Col passare delle stagioni, invece, ha rivelato molti limiti…

ODI ET AMO CON SARRI

Quanti palloni avresti dovuto toccare con mister Sarri? Il cervello di una Juventus che aveva bisogno di correre, recuperar palla e far girare gli avversari come trottole. Il “nuovo Jorginho” da plasmare per l’ex tecnico del Napoli: un amore mai sbocciato, però. L’inizio è stato sfolgorante, riuscendo addirittura a tornare decisivo in zona-gol, e la Juve post-Allegri sembrava poterci far innamorare di nuovo del bel giuoco. Fuoco di paglia condottiero Mire, peccato. Sembravamo dirci, in un Allianz Stadium vuoto: “non farci più del male, non posso più stare a guardarti andare via…”

SE TELEFONANDO…

Sei stato presente, anche da lontano, nei nostri successi e le altalene di una stagione pazza. Da un regista all’altro: da te a mister Pirlo. Quel centrocampo a due che ci aveva portato a Cardiff, ora, era il nostro punto debole. Nessuno ha preso il tuo posto, ahimé, ed ora provi a telefonare per chiederci un’altra possibilità. La Juventus è nostalgica, risponde sorniona e magari proverà ad ammaliarti. Noi invece, che faremo? Ripenso a te caro Miralem, e a quel che siamo stati, come ex che prendono il caffè al bar del centro…


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