Quale mercato per quale obiettivo?

di Nino Flash |

Tutti sappiamo che da parte di Exor e della famiglia Agnelli mai mancherà l’apporto, non solo finanziario, alla causa della Juventus Football Club. Ma come si può declinare questa ferrea volontà nel calciomercato che si aprirà a breve?
Partiamo da situazioni oggettive.
1 – Non c’è certezza sulla fine dell’emergenza sanitaria. Tutti speriamo che nel prossimo autunno non ci siano nuove ondate di contagi, ma al momento governi e autorità non azzardano previsioni. La prudenza è d’obbligo, e la conseguente ricaduta sul mondo del calcio è l’incertezza su quando si potranno rivedere gli stadi gremiti e senza limitazioni, che è l’unica condizione che può riportare i ricavi dei club ai livelli del 2018-19. Difficile quindi pianificare ingenti investimenti quando ancora non è certo il tempo di uscita dal tunnel pandemico. L’imminente ricapitalizzazione è più facile immaginarla come un extra-ristoro per una perdita di introiti oggettivamente non imputabile a scelte manageriali, quanto piuttosto alla temporanea flessione di fatturato che impatta su due (o forse tre) bilanci consecutivi e che può essere contrastata adottando misure a tutti i livelli, dalla riduzione dei costi alle operazioni di mercato (plusvalenze, acquisti, rinnovi).
2 – È saltato il Fair Play Finanziario. Dopo la risibile sanzione comminata in ambito Uefa al Manchester City per la reiterata violazione delle regole del fair play finanziario, dopo lo scioglimento di alcuni vincoli ai bilanci per contrastare gli effetti della pandemia, e dopo che dalla vicenda della Superlega ne è uscito vincitore (per ora, e istituzionalmente) il PSG, avendo il suo presidente riempito lo spazio politico al fianco di Ceferin, il FPF per come era stato concepito ed attuato, oggi è essenzialmente carta straccia. Fino all’emanazione di nuove regole, niente potrà impedire a ricchi Stati sovrani di iniettare liquidità nei club di loro proprietà e acquistare giocatori a prezzi stellari. Un’occasione storica per aumentare il gap nei confronti di chi non ha il conto in banca illimitato.
3 – Vendere è la cosa più difficile per un club. Sia con Marotta che con Paratici al timone, abbiamo visto in questi anni le difficoltà a sfoltire la rosa dove si voleva. Gli ingaggi elevati limitano le possibilità di trasferimento in club meno prestigiosi in cui un giocatore può trovare spazio. La nuova dirigenza si troverà ad affrontare lo stesso problema, ma in un contesto generale e in cui i potenziali acquirenti sono sempre meno. La bacchetta magica non ce l’ha nessuno.
4 – L’eventuale addio di Ronaldo creerebbe un vuoto tecnico molto difficile da colmare. Senza investire una cifra adeguata, il rischio è quello di doversi accontentare di profili-scommessa (giocatori da rilanciare) o low-cost (usato sicuro), nella speranza che Dybala e Morata rendano per quello che sono costati/pagati.
Quindi si prospetta un’estate complicatissima se l’obiettivo è allestire una corazzata per puntare ai massimi obiettivi. Diversamente, se le mire societarie puntano a consolidare e rivalutare questa rosa (grazie alla mano di Max) per tornare a vincere in Italia ma con la consapevolezza di essere ancora lontani dalla vetta (almeno ai nastri di partenza dei gironi di Champions), allora il tifoso juventino può dormire sonni tranquilli, accada quel che accada nel torrido calciomercato 2021.

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