La prudenza e la promessa

di Giacomo Scutiero |

Nella giornata-record di tamponi alla popolazione, la buona notizia della Lombardia che presenta una nuova discesa del tasso di contagio. Il virus —se sta a ritira’— come diceva Claudio Lotito. Lo speriamo davvero.

Se il ritorno del campionato è vincolato alla curva dei casi positivi, i numeri recenti fanno pensare al meglio ed alla riapertura annunciata. Il governo ufficializza il protocollo che consente gli allenamenti collettivi dopo il definitivo OK del Comitato tecnico scientifico; lunedì la Federcalcio consegnerà le misure ad hoc per la ripresa dell’attività agonistica.

Il ministro Spadafora s’impegna per mantenere la promessa del 28 Maggio: avere per la data l’orientamento favorevole del CTS affinché possa essere fissato il calendario della nuova Serie A. Ottimista il 5 Stelle: “Se riparte l’Italia, riparte tutto. Anche lo sport”. Continuando a percorrere la linea tracciata, quella della prudenza.

Se nel Consiglio federale di giovedì il format dei playoff veniva perlopiù scansato, ieri il presidente Gravina ha dettagliato quello che potrebbe essere nel caso la competizione non sia condotta a termine come sperato: spareggi per le sei squadre di testa e per le sei squadre di coda; graduatorie definite attraverso merito sportivo e criteri oggettivi; promozioni e retrocessioni come sempre.
Tutto questo dovrà essere chiaro nella prima settimana del mese prossimo. Un campionato più avvincente? Sì, per chi ad oggi non ha possibilità di vincere lo scudetto e potrebbe competere; sì, per chi ad oggi è praticamente retrocesso in Serie B ed invece potrebbe scorgere il salvagente.

Tornando ai dettagli del protocollo sanitario, sono tre le modifiche essenziali: la possibilità di disputare le partitelle nel centro sportivo, la quarantena non allargata in caso di soggetto positivo e la quarantena non imposta a chi rincasa dall’estero.
A proposito dell’isolamento, sarà ridotto da quattordici a sette giorni sia per il diretto interessato che per il resto della squadra se il contagio non avviene durante l’allenamento collettivo.

Un modello italiano ed un po’ tedesco. La commissione medica FIGC pensa che il 20 Giugno sia la data più congrua per ricominciare la stagione; “Parliamo di ragazzi giovani, forti e molto controllati. Adesso siamo nella fase di declino del virus”.La decisione è un atto politico e non tecnico, perché esistono già le soluzioni se c’è intenzione di riaprire.
Sul pubblico allo stadio: “Osserviamo attentamente, il calcio non è un’area privilegiata”. Bisogna tenere le persone distanziate ed incrementare il personale per controllare.

Intanto, in Spagna slitta la ripartenza: la Liga dice 19 Giugno dopo una lunga riunione notturna, perché il governo non permetterà gli allenamenti alle squadre fino all’inizio del mese venturo.