Pro e contro a proposito di Federico Chiesa

di Stefano Francesco Utzeri |

Si discute di Federico Chiesa in orbita Juventus, pronto a vestirsi di bianconero nella prossima stagione. Poco meno di due settimane fa ha ricevuto anche la standing ovation dell’Allianz Stadium alla sua uscita dal campo, dopo aver sfiorato il gol in due occasioni, cogliendo solo due legni.

Forse è destino, sin da quel 20 agosto 2016, giorno di Juventus-Fiorentina, che Federico Chiesa un giorno vesta la maglia della Juventus. In quella calda serata estiva, oltre all’esordio con gol di Higuain in bianconero, non tutti ricorderanno che Paulo Sousa lanciò dal primo minuto anche l’esordiente “figlio d’arte”.
La critica lo ha già promosso, parte del tifo bianconero pure, ma andando controcorrente, ci sono motivi validi per cui non volere Federico Chiesa di bianconero vestito nella stagione 2019/20? Sì, più d’uno a nostro modesto modo di vedere.

L’anima italiana della Juventus, che potrebbe perdere in estate Andrea Barzagli (e forse anche Mattia Perin) avrebbe bisogno di un nuovo innesto, certo, per ribadire quella caratteristiche tutta juventina del senso d’appartenenza al Bel Paese, ma Federico Chiesa potrebbe non essere l’uomo giusto, a cominciare dalla valutazione che ne fa la Fiorentina, attuale proprietaria del cartellino. Difficile dire quale sia la valutazione di un calciatore, non esistono parametri assoluti per decidere quanti soldi possono valere le prestazioni di un giocatore, tuttavia la valutazione di cui da più parti si narra ci pare troppo elevata con cifre che giungono ai 70/80 milioni. Pur accettando il parametro dell’ipervalutazione dovuta alla giovane età (22 anni ad ottobre), è difficile pensare che possa essere un investimento da big europea spendere tali cifre per un 21enne con nessun tipo di esperienza internazionale, a parte qualche presenza racimolata recentemente con la Nazionale di Roberto Mancini.

L’opinione controcorrente merita anche un approfondimento tecnico su quello che Chiesa ha mostrato nel corso delle sue ormai 3 stagioni da titolare in maglia viola e il dubbio è che le abilità finora messe in mostra non valgano l’investimento.
Grande velocità, gran tiro dalla media-lunga distanza, ma una tecnica da più parti definita non alto livello, vittima di una immensa energia che viene sprigionata improvvisamente, incontrollata. Caratteristiche che fanno di Chiesa sicuramente un ottimo giocatore in campo aperto, ma decisamente più limitato negli spazi stretti. In questi anni ha dimostrato anche in occasioni a lui favorevoli, come le azioni di contropiede, di sbagliare la scelta nella giocata più per una questione di scarsa attitudine a dialogare con i compagni e una spiccata, quanto deleteria, tendenza alla ricerca dell’azione personale, la ricerca ossessiva della giocata tanto difficile quanto risolutiva.

Certamente il figlio di Enrico ha in sé una forza, una propensione all’impegno fino all’ultima goccia di sudore, non estranea alla valutazione di chi guarda e valuta un calciatore in tutti i suoi aspetti, ma che per chi scrive, da profano e non qualificato osservatore di calcio e calciatori, “non vale il prezzo del biglietto”.

Certo, di questi tempi, in cui il calcio italiano vive una situazione tecnica difficile, sentir dire che Federico Chiesa forse non merita un’occasione in un grande club che gioca ai massimi livelli in Europa, fa male, impressiona. Ma è pure giusto che ci sia anche una voce fuori dal coro, per permettere a chi calca quel rettangolo verde con la voglia di un giocatore come Chiesa, di zittire anche i più scettici.


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