Pro e contro dell’inversione di de Ligt e Bonucci

di Giulio Gori |

De Ligt a destra, Bonucci a sinistra. Dopo l’infortunio di Demiral, col rientro dell’olandese tra i titolari, Sarri ha invertito la posizione tra i due centrali bianconeri, rispetto a quanto invece aveva scelto nella prima parte della stagione. Perché lo ha fatto? Ed è la scelta giusta?

Tra tutte le decisioni che spettino ad un allenatore, la posizione dei due centrali è una tra quelle in cui ha il peso minore. Il motivo è che quasi sempre ci si attiene alle sensazioni dei giocatori. Ma se si hanno due centrali, come Bonucci e De Ligt, abituati a stare a destra, se tra i due non c’è un volontario pronto a cambiar posto. la scelta in genere si basa su due presupposti: primo, si tende a salvaguardare chi tra i due è più in difficoltà nella posizione nuova; e questo in genere porta a spostare il difensore più forte. Secondo, si tende a mettere nella posizione nuova il giocatore che ha più prospettive di crescita, perché impari; e questo in genere porta a spostare il difensore più giovane.

Nella Juve deve essere successa una cosa molto semplice da spiegare: a inizio stagione, Sarri ha preferito “sacrificare” de Ligt, in quanto calcisticamente più vergine di Bonucci, mettendolo a sinistra. Quando è stato il turno di far giocare Demiral, più in difficoltà a stare a sinistra, è toccato a Bonucci invertire la posizione. Una volta che il turco si è infortunato, l’attuale capitano pro-tempore deve aver spiegato a Sarri che nel nuovo ruolo si sentiva a suo agio. Da questo, l’inversione.

Dal punto di vista difensivo, tra giocare centrale destro e centrale sinistro non c’è molta differenza. Talvolta succede che un difensore a cambiare verso perda le giuste sensazioni e per questo va protetto. Ma la differenza invece sostanziale è rintracciabile nella fase di impostazione. Qui, l’avere o non avere un lato forte in cui andare sul sicuro è fondamentale. E per tanti, scaricare la palla col piede buono verso la fascia, in situazioni di pressing aggressivo, è l’opzione migliore e meno rischiosa.

Il dubbio sulla nuova posizione di Bonucci riguarda la Champions. Perché in Italia poche squadre pressano forte come in Europa. E c’è il precedente dell’Ajax. Lo scorso anno, la scelta di Allegri, con Chiellini assente, all’andata fu di salvaguardare il potenziale anello debole, Rugani, lasciandolo nella sua destra. Il risultato fu però che i lancieri pressarono ferocemente Bonucci dall’interno costringendolo sistematicamente al lancio lungo col piede sinistro. Tanto che al ritorno la scelta fu inversa: Rugani a sinistra (e in fin dei conti a suo agio), Bonucci a destra a impostare col piede forte.

Il dubbio quindi riguarda la possibilità di essere efficaci nelle uscite della palla dalla difesa anche con squadre che vengono a prenderti al limite dell’area di rigore. Ma, a differenza dello scorso anno, Bonucci non è alla prima uscita. Ha nel suo bagaglio quella serie di partite che sembrano aver confortato le sue sensazioni.


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