La priorità di Allegri

Nonostante prestazioni non sempre esaltanti, alcuni giocatori non in eccellenti condizioni e in generale strutture tattiche non ancora chiare e definite, la Juventus di Allegri – risultati alla mano – ha superato questa cruciale parte di stagione come meglio non si poteva. Eliminato un brillantissimo Tottenham e continui successi in partite decisive del campionato (ben 11 vittorie consecutive). A meno di crolli che oggi sembrano improvvisi, non è esagerato pensare di arrivare allo scontro diretto col Napoli con una situazione di classifica già rassicurante.

Insomma, anche senza brillare, è una Juve che riesce a vincere con elevata tranquillità quasi ogni partita di Serie A. E questi sono segnali di forza che fotografano bene i continui trionfi in patria. Tuttavia, ragionando in ottica Champions e alle corazzate che si dovranno affrontare necessariamente da qui in poi, ad Allegri tocca trovare un contesto tecnico-tattico che renda le prestazioni della Juventus più brillanti rispetto a quelle vistosi col Tottenham, doppio confronto in cui i bianconeri hanno sofferto vistosamente e con continuità diverse costanti. Tra tutte: risalita del campo, elusione di un pressing alto ed efficace, difficoltà nell’allungarsi e copertura del centro.

Arrivati a marzo inoltrato, sarebbe forse utopico aspettarsi un aumento drastico della qualità in questi aspetti tattici. Ci sono problematiche forse addirittura strutturali, l’impressione è che in estate in mezzo al campo si siano sbagliate diverse valutazioni: oltre a non vedere in rosa un partner perfetto di Pjanic per il centrocampo a 2, non si sono neanche prese le dovute precauzioni nel caso si fosse poi passati a una mediana a 3 (cosa poi avvenuta), nonostante l’arrivo di Matuidi ne lasciasse logicamente presagire il suo utilizzo. Ci sono quindi problematiche a destra, dove manca sia dinamismo che creatività. Purtroppo, né Khedira (il giocatore forse più in difficoltà) né Marchisio stanno avendo il rendimento che ci si augurava.

Forse è poco logico pensare al mantenimento di un centrocampo a 3 che sia nelle spaziature che nell’apporto palla al piede pare in affanno, oltre a favorire ibridi che funzionano poco. Soprattutto nelle fasi più concitate del match, Pjanic si deve sobbarcare un lavoro difensivo a campo aperto che pare onestamente fuori luogo. Inoltre, c’è sempre il problema Dybala, pedina oggi che non puoi permetterti di lasciare fuori, visto che già in principio era stato lo stesso Allegri a presentare forti perplessità sul suo utilizzo nel 433.

Tuttavia, c’è un aspetto molto positivo che deve far suscitare forte ottimismo tra tifosi e addetti ai lavori. Ossia, i giocatori di maggior talento della squadra si trovano in una condizione che rasenta l’eccellenza. Se i difensori è tutto l’anno che palesano un rendimento individuale monstre (che anzi spesso sopperisce a un centrocampo non sempre irreprensibile), attaccanti e fantasisti fanno la differenza ad ogni pallone giocato, con prove meravigliose a prescindere da quanti funzioni il contesto attorno a loro. Higuain, da Atalanta-Juve, sta sfornando prestazioni da giocatore totale come forse mai in carriera, mentre Dybala e Douglas Costa illuminano ogni volta che toccano palla. Senza dimenticare la catena mancina, dove sia Asamoah che Alex Sandro sembrano oggi irrinunciabili.

Insomma, posto che oggi alcuni “pilastri” stanno accumulando performance che, oltre ad essere deleterie, non sono neanche un bel vedere per gli occhi,  e che invece sarebbe peggio di una bestemmia lasciar fuori chi sta giocando in maniera superlativa, la priorità di Allegri in questo momento della stagione è molto semplice: trovare l’assetto tattico in grado di favorire gli uomini di maggior talento della rosa, che fortunatamente sono gli stessi che in questo momento offrono il livello più alto di prestazioni. Una soluzione più simmetrica, quadrata e solida può benissimo essere, per esempio, il 442/4231 con cui la si è ribaltata a Wembley, il compromesso migliore per le caratteristiche dei giocatori.

Chiudo con una suggestione: nel caso che (come temo), dando purtroppo continuità all’annata, nessun centrocampista offra performance adeguate, non sarebbe essere il momento giusto per rispolverare Bentancur? Se in un centrocampo a 3 “El Lolo” può solo fare il vertice basso, lavorandoci in una mediana a 2 può paradossalmente rivelarsi, tra i centrocampisti presenti in rosa, uno dei partner più adeguati per Pjanic. Abbina infatti intensità, doti difensive, senso della posizione e pulizia nella costruzione bassa in grado di aiutare il bosniaco.

Quel che è certo è che ora, fortuntamente, la Juve si trova molti impegni agevoli in campionato. Può essere il momento giusto per sperimentare nel tentativo di trovare la soluzione più efficiente.