Il primo grande Vialli di Marcello Lippi

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Di Christian Pasquero

“4 dicembre 1994, Minuto 78. Cross di Carrera dalla sinistra, Ravanelli, seppur ostacolato, la mette giù e Vialli, appostato poco fuori dell’area piccola, fa doppietta. Fiorentina raggiunta, da 0-2 a 2-2 in 4 minuti, e stadio in delirio. Chiunque farebbe una corsa sotto la curva a prendere l’abbraccio di compagni e tifosi, ma Gianluca no. Lui, testa bassa, corre sì, ma corre verso il centrocampo, si trascina, in senso metaforico, ma non solo, i compagni, chiede loro di fare in fretta: la si deve vincere. Ha ragione: una perla di Alex Del Piero all’ultimo respiro ci regalerà un successo da pazzi, un primo mattoncino di un incredibile, e per certi versi inaspettato, sogno tricolore”

Gianluca Vialli è l’anima di quella prima Juve di Lippi, il trascinatore di una delle squadre più belle che ho visto. E’ la bocca di fuoco del tridente, inventato in corsa dal Marcello dopo una deludente sconfitta ottobrina contro i Satanelli del Foggia: Gianluca è il cecchino, il finalizzatore dell’imponente mole di gioco della Vecchia Signora; Ravanelli è l’equilibratore, quello che si sbatte ma la butta anche dentro; Baggio e Del Piero si alternano ad instillare fantasia, uno alle prese con qualche infortunio di troppo, l’altro in piena rampa di lancio.

Estate 1994, un passo indietro. Arriva Lippi, ma Gianluca pensa di tornare all’amata Sampdoria, dopo alcune stagioni di alti e bassi, costellate anche da infortuni (si rompe anche un piede tirando un rigore a Roma) ed incomprensioni di natura tattica. Ma Marcello lo ferma, è appena arrivato e non può perdere uno come lui. Fermati e diventa uno dei leader, il messaggio del mister. L’aneddoto soltanto qualche giorno fa, guarda caso ascoltando una puntata di Casa Juventibus.

E Gianluca quello farà, diventerà leader e trascinatore. 22 gol in stagione, lo Scudetto torna a Torino dopo 9 anni, e insieme a lui la coppa Italia. una doppietta che manca dal lontano 1960. La Coppa Uefa sfugge per un soffio, ma Gianluca illumina San Siro con una perla: si coordina su un lancio dalla trequarti e sforna una sassata di sinistro di controbalzo sotto l’incrocio. In campionato, il primo con i 3 punti per la vittoria, la corsa è a due, contro il Parma di Nevio Scala. Gianluca segna il suo primo gol alla seconda, un gol a cui sono affezionato, il mio primo da abbonato. Poi fa le acrobazie. Dopo Parola e prima di CR7. Rovesciata nella sua Cremona ed alla Reggiana, sforbiciata ancora alla Cremonese. Lo striscione “Gianluca in nazionale” inizia ad accompagnare la stagione bianconera, ma l’Arrigo non ci sentirà da quell’orecchio. L’ultima apparizione rimarrà alla Valletta, 1992, ovviamente con gol.

A dicembre la squadra fa lo scatto di reni, vincendo a Parma, da là in poi non ci sarà più storia. Gianluca è freddo al 90′ a calciare il rigore per superare il Brescia, impone ancora la legge dell’ex, questa volta alla Sampdoria con poderosa progressione e sassata sul primo palo, si inventa un magia al volo a Firenze con pallonetto a Toldo, non proprio un nanerottolo. Il 21 maggio la Dea Bendata ci mette di fronte il Parma, se vinciamo siamo Campioni. Nel primo tempo Ravanelli e Deschamps mettono il tricolore sulla via di Torino, ma può non partecipare alla festa il nostro amato numero 9? Minuto 64 Baggio porta palla e allunga per Gianluca, stop a seguire di destro e rasoiata di sinistro del 3-0; minuto 90 la secchiata di gioia: la Juve è campione d’Italia per la 23esima volta.


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