Le primavere di Sami Khedira

di Giacomo Nannetti |

Se c’è un giocatore che più di tutti in questi anni è riuscito a dividere la tifoseria tra suoi sostenitori e accaniti detrattori quello è Sami Khedira. Se Max fosse un semplice tifoso della Vecchia Signora, sicuramente apparterrebbe alla prima categoria. A conferma di questa ammirazione del tecnico toscano ci sono i numeri: da quando Allegri siede sulla panchina della Juve, Khedira è stato il centrocampista che ha giocato più minuti di tutti (9229). Nelle stagioni passate, tra alti, bassi e diversi infortuni, l’ex Real era riuscito comunque a fornire un buon contributo alla causa, alternando buone prestazioni con altrettante meno interessanti, lasciando sempre quel pizzico di insoddisfazione nel popolo a strisce bianco e nere.

Vediamo come si è comportato il “panzer” tedesco nei mesi clou (febbraio-giugno) delle passate stagioni con la casacca bianconera.

2015-2016: dopo un avvio a rilento per via dei soliti acciacchi, Khedira si prende la scena nel ruolo di interno “box to box” del 3-5-2 entrando subito in sintonia con Allegri (un po’ meno con i tifosi). Su 21 partite della seconda metà di stagione ne gioca soltanto 11 tra infortuni, una squalifica di due giornate e qualche panchina. Nel complesso l’annata non è andata male, ma in molti si aspettavano di più da un giocatore di quella caratura… tutti tranne il suo tecnico che lo esalta a più riprese.

2016-2017: è questa probabilmente la sua migliore annata a livello di prestazioni e continuità. Il passaggio al 4-2-3-1 da gennaio in poi, con il numero 6 a far coppia con Pjanic davanti alla difesa, rende Khedira un giocatore totale, indispensabile per gli equilibri della squadra in entrambe le fasi. A dimostrazione del fatto che questa, sì, è stata un’annata eccezionale, ci sono le 22 presenze su 28 gare da febbraio in poi. Delle 6 gare saltate dal tedesco, soltanto 2 sono legate a problemi fisici. Alla fine però, complici anche i tanti minuti giocati, e una tenuta fisica tutt’altro che esaltante, anche lui sarà travolto dall’urgano Real nella sciagurata notte di Cardiff. Il punto più alto di questo spezzone di annata è sicuramente rappresentato dalla gara di campionato Napoli-Juventus, in cui il centrocampista tedesco, oltre ad aver realizzato il temporaneo 0-1, domina sotto tutti i punti di vista in mezzo al campo, lasciando le briciole agli avversari. Un’annata fantastica, se non fosse per quel 3 giugno…

2017-2018: è l’anno delle perplessità più concrete. Khedira a livello di continuità è un notevolmente calato, anche se in fase realizzativa ha raggiunto l’apice della sua carriera, con 9 centri in totale e ben 5 da febbraio in poi. Nella metà stagione considerata sono stati però troppo frequenti gli alti (soprattutto la gara del Bernabeu) e bassi di rendimento, con picchi al limite del grottesco toccati in gare fondamentali. È ancora scolpita nella mente di tutti la (non) prestazione di Khedira versione “Tutankhamon”nella sfida di andata tra Juve e Tottenham (neanche 15 palloni toccati in un’ora di partita). Zero falli fatti, zero subiti, solo due contrasti su dodici vinti, insomma non proprio “il centrocampista” che i tifosi vorrebbero per il salto di qualità. Al termine della stagione, nonostante alcune buone prestazioni ed i tanti gol, in copertina resta una discontinuità che non riesce ad essere digerita. L’emblema della stagione è Juve-Milan, match in cui il tedesco non prende una palla per 80 minuti, e poi nei restanti 10 confeziona prima l’assist per il 2-1 e poi sigla lui il 3-1 finale con tanto di esultanza polemica contro i tifosi.

Quando tutti vanno a 30 lui va a 31. Quando il ritmo si alza a 100, lui va a 101” così sentenziò  Allegri tempo fa nel descrivere Khedira, come un giocatore in grado di autogestirsi mantenendo comunque sempre uno standard più alto degli avversari. Oggi a quasi 32 anni il centrocampista campione d’Europa e del mondo sembra entrato in un vortice involutivo con poche vie d’uscita. La stagione in corso, per i soliti e continui infortuni, non l’ha ancora visto protagonista, se non con un gol alla prima di campionato. La pazienza dei tifosi sembra ai minimi storici, ed anche la platea dei suoi supporters pare essersi ridotta all’osso. Le sue (poche) prestazioni hanno mostrato al pubblico un Khedira troppo lento e macchinoso, quasi snervante, e forse non adatto per la Juventus targata CR7. La società si sta già tutelando con mosse sul mercato (Ramsey quando arrivi!?), il tutto a conferma di come la voglia di trattenerlo della scorsa estate sia soltanto un lontano ricordo. Ad oggi forse un suo addio non sarebbe più così doloroso, anzi… metterebbe tutti d’accordo!