Sogno di un pomeriggio di fine inverno: la primavera anticipata di Max Allegri

di Federica Zicchiero |

Sarà che questa domenica di sole di fine inverno ingentilisce la mia Milano e dà la dolce illusione di una primavera anticipata. Luce piena, aria frizzantina e cielo terso. Sarà che la Juve ha appena vinto la trentesima partita consecutiva allo Stadium, aggiungendo al record precedentemente conquistato contro il Bologna il senso di pienezza della cifra tonda. Sarà che da qualche settimana, grazie al nuovo modulo, il gioco ha ritrovato efficacia e brillantezza dopo i tentennamenti di inizio stagione. Sarà la difesa ancora una volta blindata (peccato davvero per quel goal del Palermo al 93′). Sarà tutto questo, ma oggi non posso non sentirmi ottimista.

Non posso non pensare che fra pochi giorni sarà finalmente marzo. Marzo, che invocavamo quasi come un deus ex machina, che aspettavamo come momento chiave in cui tutti i nodi si sarebbero sciolti, in cui tutti i problemi di gioco avrebbero trovato una risoluzione. Il mese in cui avrebbe preso l’avvio la tanto vagheggiata primavera di Allegri.

Ricordiamo tutti i primi mesi di questa stagione. La Juve era invariabilmente prima in classifica, ma il gioco latitava, era noioso, perimetrale, poco incisivo. Dybala era rotto, Marchisio appena rientrato dopo un lungo stop, Alves e Pjaca infortunati dopo appena 3 mesi dal loro arrivo. Privi del numero 21, Higuaín e Mandzukic si pestavano i piedi in attacco. La Juve era prima quasi senza sforzarsi, senza aver mai mostrato il meglio di sé, facendolo soltanto intuire. Eppure c’era tanta voglia, nei media e anche tra i tifosi bianconeri, di fare le pulci alla squadra di Allegri (anzi, forse proprio ad Allegri), di cullarsi masochisticamente nel pessimismo. Come se il primo posto in Serie A e nel girone di Champions fossero dovuti. Moltissimi tifosi si dimostravano critici attenti e impietosi dei limiti palesati dalla Juve collezione autunno-inverno (che pure aveva tutte le attenuanti elencate poco sopra). “Sì, ma a marzo…”, ci rispondevamo.

A marzo la Juve di Allegri ritroverà tutti i titolari, i convalescenti saranno pienamente recuperati, i meccanismi di gioco più oliati. Lo sanno tutti che le squadre di Allegri danno il meglio nella seconda metà della stagione. È una questione di preparazione atletica e di abitudine a giocare insieme per i giocatori nuovi.

Così ci dicevamo. Se non che il furbo Max ci ha fregati tutti e ha dato inizio alla sua primavera ben prima dei tempi promessi. Senza neanche avvisare. Il varo del 4-2-3-1 (poi alternato ad altri moduli nel corso di alcune partite) risale infatti a un freddo pomeriggio di gennaio (Juve-Lazio 2-0) e ha portato in dote, anche nelle settimane successive, ottimi risultati e un gioco più autorevole. Vittoria contro il Milan in Coppa Italia (un 2-1 che ci è stato stretto considerato il totale controllo della partita da parte dei bianconeri), vittorie contro Sassuolo, Inter, Crotone, Cagliari ed Empoli in Serie A (+12 sul Napoli e +10 sulla Roma, in attesa del posticipo tra i giallorossi e l’Inter), un ottimo 2-0 a Porto con una prova convincente in uno stadio difficile (quarta trasferta vittoriosa in Champions). Questi i risultati. Resta da migliorare, in alcuni momenti chiave delle partite, la capacità di concretizzare. Troppi errori sotto porta hanno infatti negato ai bianconeri risultati anche più rotondi.

Segno che questa Juve ha ulteriori margini di miglioramento. Scorrendo la rosa, troviamo che Dybala deve ancora raggiungere l’apice, Marchisio non è al meglio e potrebbe volerci un mese per vederlo al top. Pjaca deve ancora inserirsi del tutto (Allegri lo sta centellinando, ma di sicuro il goal contro il Porto sarà stato un balsamo per l’autostima del ragazzo e uno sprone a fare meglio), Alves sta tornando pian piano sui suoi livelli.

L’unico rischio che vedo, al momento, è l‘eccessivo impiego di alcuni uomini chiave, spesso in campo per tutti i 90 minuti. Allegri dovrà evitare di spremere troppo Higuaín, Mandzukic e Khedira, per non ritrovarseli spompati a maggio.

Per tutti questi motivi oggi, cullata da questo sole di fine inverno, non posso non sentirmi ottimista per l’immediato futuro. La Juve è in crescita e lo sarà ancora nei prossimi mesi. Ampliare il vantaggio in Serie A sarà fondamentale per potersi concedere un maggiore turn-over in campo nazionale e concentrare energie fisiche e mentali per il prosieguo del cammino europeo.

Ci aspettano gli ultimi tre mesi della stagione, saranno intensi e ricchi di sfide ed emozioni. La Juve di marzo si farà trovare pronta.

 

Di Federiza Zicchiero (@fedezic)