La prima volta – Anche a Roma tutto torna

di Juventibus |

Sono nato il primo settembre 1981 a Roma in un quartiere storicamente giallorosso, viale Trastevere. Questo quartiere, dista al massimo 10 minuti a piedi dallo storico Testaccio, lo stadio che per molti anni ha ospitato le partite casalinghe della Roma.
Figlio di padre dittatorialmente romanista e di madre assolutamente menefreghista in tema pallonaro, mi raccontano che quando la Roma vinse il suo secondo scudetto, il sottoscritto, a neanche 2 anni di età, sarebbe stato fotografato nel passeggino completamente vestito di giallorosso con il sopracitato mezzo di trasporto infantile, completamente bardato con bandiere, sciarpe e quant’altro.

Questo episodio, mi è stato più volte rinfacciato da mio padre anni a venire quando si rese conto che la mia fede calcistica si fosse inevitabilmente diretta proprio verso la odiata Juventus. Quando la Roma nel 1987 acquistò Rudi Völler, forte attaccante tedesco, come regalo per il mio sesto compleanno ho ricevuto proprio la sua maglia originale che a quanto mi raccontano, io non ho accettato. Credo che questo sia stato il punto di rottura con la fede che mio padre ha tentato per anni di inculcarmi e quella che evidentemente già era presente dentro di me.
A voler essere precisi, credo che la prima volta in cui io mi sia sentito davvero juventino dentro sia stato parecchi anni dopo, quando Alessandro Del Piero cominciò a dare lustro alla sua leggenda con i suoi meravigliosi gol, primo tra questi l’indimenticabile pennellata messa a segno al Westfalen contro il Borussia Dortmund all’inizio della trionfale cavalcata che portò la Juventus a vincere la Coppa dei Campioni, proprio a Roma. Già, perché tutto torna…

di @state781

[wysija_form id=”1″]

Altre Notizie