Verso Juve-Sassuolo: baricentro alto contro una "provinciale" che sa giocare a calcio

di Jacopo Azzolini |

La sconfitta a tavolino ha privato il Sassuolo di tre punti preziosissimi, ottenuti soffrendo molto più del previsto. Ha influito probabilmente la stanchezza fisica di una squadra non abituata a giocare ogni tre giorni, visto che i neroverdi erano reduci dalla trasferta Europa League. Rispetto all’esordio di Palermo – dove, nonostante il turnover, si era visto un predominio piuttosto netto -, contro il Pescara i ragazzi di Di Francesco hanno rischiato a più riprese. Si può dire che, in un contesto dove il collettivo ha brillato poco, la gara sia stata risolta dalla maggior qualità degli interpreti del Sassuolo, con Defrel e Berardi che hanno segnato grazie a delle vere perle tecniche.

D’altronde, per quanto non siano di certo un elemento esaustivo nell’analisi di un match, le statistiche di fine gara indicano con chiarezza che per il Sassuolo non è stata certo una passeggiata di salute. Oltre ad aver concesso un netto possesso palla (60%) a una squadra con una qualità di palleggio tutt’altro che sublime, il Sassuolo ha fatto tirare per ben 15 volte il Pescara, con 6 conclusioni arrivate dentro l’area. Le 63 palle recuperate dai giocatori di Oddo e le 39 del Sassuolo contribuiscono a fotografare una squadra non nella miglior performance stagionale.

In generale, anche gli interpreti di maggior affidabilità non sono parsi al top della condizione. Magnanelli – ossia, il principale equilibratore della squadra – è stato più spento rispetto ai suoi standard, così come lo stesso Berardi, bellissimo gol a parte, non ha inciso come in altre circostanze, compiendo diversi errori nell’ultima trequarti.

Le spaziature tra i reparti hanno convinto poco. In particolare, i pericoli maggiori sono arrivati sulla fascia destra del Sassuolo, dove Gazzola è andato spesso in grossa difficoltà. Col terzino già di suo poco brillante in copertura, i compagni non sempre lo hanno assistito nel migliore dei modi, non riuscendo a impedire svariate situazioni di uno contro uno.

 

Nella situazione sopra si può vedere come i tre centrocampisti del Sassuolo siano troppo stretti: in effetti, nell’ultima gara non sono riusciti a coprire il campo bene come al loro solito, subendo  diverse transizioni pericolose.

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Tornando a Gazzola, il Pescara ha insistito sul suo lato perché, oltre alle sue caratteristiche principalmente di spinta, il terzino neroverde ha in media ricoperto un posizione  molto più alta rispetto a Peluso, come si vede dalla grafica Fox Sports.

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Nella ripresa è stato un vero e proprio leit motiv l’offendere in questa zona del campo.

 

Oltre alle difficoltà di natura tattiche, il numero 23 del Sassuolo è parso poco cattivo e dinamico proprio nel contrastare l’avversario.

 

Dopo lunghi periodi di scricchiolamento, alla fine il gol arriva. Berardi fallisce un intercetto, lasciando Mitrita completamente libero di puntare Gazzola: il pescaraese lo salta con facilità, anticipa il raddoppio di Biondini  e sul suo cross basso arriva il tocco a distanza ravvicinata di Manaj, che accorcia le distanze e riapre la partita.

 

RICETTA: L’assenza di Berardi, oltre che privare il Sassuolo del proprio giocatore più talentuoso, fa perdere a Di Francesco la stragrande maggioranza delle soluzioni offensive nella trequarti avversaria. In queste prime due giornate, il talento calabrese pare aver compiuto un nuovo salto di qualità nella partecipazione della manovra, arrivando a una media di quasi 50 passaggi a partita, 15 in più rispetto alla sua media storica. Oltre ai 2 gol in altrettante gare, ha agito da vero e proprio e proprio regista offensivo, svettando per tiri in porta, passaggi chiave ed occasioni create.

Senza di lui, il Sassuolo perde senza dubbio la principale fonte di raccordo della propria rosa, colui che, oltre a far giocare bene l’intera squadra ed esaltare i compagni, è in grado di accendere la scossa dal nulla, di sapersi rendere pericoloso e creare qualcosa anche quando l’avversario è schierato e gli spazi sono limitati.

Il non disporre di un giocatore offensivamente così totalizzante (oltre che forte) sicuramente cambia le carte in tavola. Verosimilmente, verrà schierato Defrel al suo posto (anche se fisicamente non è al top, vedremo se partirà dal primo minuto), con Matri punta centrale. Per quanto il giocatore francese sia un profilo interessante, ovviamente non è in grado di svolgere le stesse funzione di Berardi. Prima di tutto è più punta, agisce qualche metro più avanti: inoltre, non ha certo la stessa visione di gioco di Berardi, così come non sono paragonabili le diverse capacità nel passaggio e nella rifinitura. Insomma, ciò ridimensiona notevolmente il Sassuolo e costringe per forza di cose ad adottare differenti piani. Un’eventuale utilizzo di Ragusa potrebbe spingere la formazione emiliana ad adottare un atteggiamento molto più prudente.

Sulla sinistra giostrerà Politano, che Di Francesco sta invertendo di fascia (lui nasce infatti come esterno destro) per riuscire ad utilizzarlo nel tridente. Dopo aver fatto la differenza contro Stella Rossa e Palermo, pure il romano classe ’93 è parso a corto di energie nell’ultima gara: poco nel vivo del gioco, come dimostra l’unico dribbling riuscito (si sta parlando di un ragazzo con grandi qualità nel saltare l’uomo). Per far valere le sue qualità, Politano ha bisogno di una squadra che lo sappia imbeccare nel modo giusto e che lo metta in condizione di puntare l’uomo. Il ragazzo, soprattutto quando parte da sinistra, non ha un cambio di passo significativo, non è in grado di saltare l’avversario da fermo o in spazi brevi. Pertanto, quando la squadra è ferma o comunque corre poco, Politano non riesce ad incidere.

Assodato che la Juventus incontrerà un avversario dal talento offensivo dimezzato, si potrebbe scegliere di schierare tanta qualità sulle corsie esterne per mettere in difficoltà il Sassuolo, considerando pure che al centro dell’attacco esordirà Higuain dall’inizio (non vanno però dimenticate le prossime due importanti gare, di conseguenza Allegri è pure chiamato a fare qualche rotazione). Visto che verosimilmente i ragazzi di Di Francesco non riusciranno a coprire bene le fasce come fatto dalla Lazio, sarebbe interessante proseguire su quanto visto nel match con la Fiorentina. I terzini neroverdi, inoltre, dimostrano tanta sofferenza nell’eludere il pressing rivale, pertanto  è preferibile un baricentro alto: il Sassuolo, infatti, gioca bene a calcio e sa rendersi pericoloso anche su azione manovrata, non è la classica “provinciale” che punge solo in contropiede. Tutto questo senza comunque dimenticare il probabile avvio di Pjanic dal primo minuto, che porterà sicuramente a una manovra centrale più fluida rispetto a quella vista nelle prime due gare.