Pregi e difetti con Can a centrocampo

di Jacopo Azzolini |

Se negli ultimi anni il derby della Mole aveva mostrato un evidente calo agonistico rispetto alle sfide piuttosto cattive di diverso tempo fa, il Torino-Juve forse più squilibrato di tutti sulla carta si è invece rivelata la stracittadina più equilibrata e tirata del recente passato, seppur il livello tecnico sia stato oltremodo basso. Le novità tattiche della gara sono state essenzialmente due: prima di tutto, il forfait di Iago Falque ha costretto Mazzarri a schierare un doppio 9 (Zaza-Belotti) che nelle settimane precedenti aveva funzionato ben poco ,dovendo così rinunciare alla già poca qualità sulla trequarti che il galiziano forniva; inoltre, si è visto il ritorno di Emre Can dal primo minuto.

Il match si è rivelato parecchio confusionario, si è patita la pressione alta e intensa del Toro, coi granata che sovente riuscivano ad avere la meglio nei contrasti. E dire che nei primissimi minuti la Juve sembrava avere trovato la via per punire gli avversari: i 3 difensori del Toro erano orientati più sull’uomo che sul pallone, seguendo gli attaccanti bianconeri – che in teoria dovevano svariare molto – si venivano a creare spazi aggredibili dalle mezz’ali, ma purtroppo la Vecchia Signora non è riuscita a muovere il pallone con la dovuta lucidità, soffrendo anzi il contesto particolarmente fisico e “spezzettato” imposto dai granata. Si sono visti quindi errori tecnici ai quali non si era abituati anche dai giocatori più affidabili, con Chiellini che a tratti sembrava quello del 2008.

A maggior ragione senza Falque, il Torino ha senza dubbio sbagliato parecchio in rifinitura e nell’ultimo passaggio, tuttavia i due attaccanti sono stati trovati tra le linee con molta più facilità di quanto fosse logico aspettarsi, coi movimenti non ben seguiti né dai centrocampisti né dai difensori. Si temevano le progressioni di Meitè, ma sono stati soprattutto i break di Belotti a tagliare in due la Juventus, con diversi falli tattici effettuati dai bianconeri per sbrogliare situazioni pericolose.

Con le pesanti assenze di Cancelo (ne avrà per un mesetto) e dello squalificato Bentancur, si è vista forse la Juve più in difficoltà della stagione per quanto riguarda la fase di costruzione, soprattutto contro una squadra così arcigna. Se già Dybala dietro il doppio 9 nelle ultime settimane aveva palesato diversi problemi nella rifinitura centrale – con Allegri che sta tentando di rendere la Joya un tuttocampista -, la presenza di Can ha portato risvolti sia positivi che negativi. Senza dubbio, il tedesco fisicamente ha manifestato lo strapotere che già si sapeva, e lo si è visto nella ripresa: insomma, il derby è stato un contesto quasi cucito su misura per lui sotto questo punto di vista.

 

Il fallo tattico a inizio ripresa. Grande corsa all’indietro con la Juve spaccata in due.

 

Tuttavia, l’impressione è che senza Bentancur la squadra perda troppo nel palleggio e nella gestione del possesso. L’ex Liverpool è infatti un giocatore che – oltre a essere soprattutto quantitativo – è molto “diretto”: aiutava ben poco Pjanic e i centrali nella prima costruzione, ma anzi scappava in avanti e si inseriva. Di conseguenza, Dybala spesso si è dovuto abbassare parecchio anche per i suoi standard per aiutare il gioco sul corto, ricoprendo per diversi tratti la posizione di terzo di centrocampo visto che Can non partecipava. Sarà quindi interessante vedere come (e al posto di chi) il tedesco verrà inserito: considerando che Allegri sembra voler mantenere Pjanic vertice basso, togliere Bentancur rischia di privare la mediana bianconera di caratteristiche oggi irrinunciabili nella irsalita.

In ogni caso, l’intensità del Toro non è potuta durare logicamente fino alla fine: uno dei giocatori meno lucidi ha effettuato un folle retropassaggio che ha messo in discesa la partita, con i granata che nel finale non sono parsi in grado di possedere né le energie né le qualità per rimettere in parità il match. La Juve ha centrato così l’ennesima vittoria “pesante” nonostante si trovi nel momento forse meno brillante della stagione.

Non si può però non osservare che, se le partite col Manchester potevano un po’ delineare la strada da seguire per quanto riguarda la Juventus 2018-2019, nell’ultimo mese Allegri ha voluto privilegiare  caratteristiche diverse (e le formazioni viste lo dimostrano,). Sul campionato è già stato posto un punto esclamativo piuttosto forte, ma è ancora un interrogativo la strada tattica che si intende seguire. Questa Juve consente all’allenatore di seguire tantissimi strade, vedremo alla fine che cosa Allegri privilegerà.