Il power ranking della prossima Serie A

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Matteo D’Alesio

Sta per cominciare la stagione, o potremmo dire ricomincia la stagione, o forse anche si conclude la stagione, fatto sta che dopo un mese di sosta dal completamento del particolare (per usare un eufemismo) campionato 19/20, parte quello 20/21, come una sorta di “clausura” in stile argentino, ma con una certezza: si va alla caccia di nuovi trofei. Oggi stiliamo un ipotetico Power Ranking in cui le venti partecipanti alla nuova Serie A saranno divise in macroaree in base agli obiettivi per cui competeranno, tenendo però presente che il mercato è ancora aperto e ciò potrebbe portare a piccoli stravolgimenti, pur non aspettandoci colpi stellari.
Scudetto: Due sono le squadre che si contenderanno il titolo di campione d’Italia, Juventus e Inter. L’incognita allenatore potrebbe fare la differenza, Pirlo è un debuttante, seppur alla guida della squadra più attrezzata, Conte è un veterano e sa benissimo come portare a casa i campionati; quest’anno più che mai la partita è aperta, il duello è incerto, come in uno Spaghetti Western la musica di Ennio Morricone potrebbe fare da contorno epico ad una sfida all’ultimo sangue.
Champions League: i posti per l’Europa dei grandi sono quattro, ma dando per assodato che due saranno occupati da bianconeri e nerazzurri, le altre squadre saranno costrette ad una bagarre da cui ne usciranno solo con la continuità di risultati. Come Stannis Baratheon, Joffrey Baratheon (si vabbe “Baratheon”), Renly Baratheon, Robb Stark e Balon Greyjoy nella guerra dei cinque Re per la conquista del Trono di Spade, cosi Milan, con la prosecuzione del lavoro firmato Pioli e Ibra, Napoli, con la quadratura portata da Gattuso, Atalanta, ormai divenuta una “big” del nostro campionato, Roma, forse quella che ai nastri di partenza si trova qualche metro più indietro e Lazio, quella negli anni con più continuità progettuale ma forse appagata dalla qualificazione dello scorso campionato, saranno le cinque compagini che innescheranno questa lotta senza esclusione di colpi, non per il Trono, ma comunque per poltrone altrettanto importanti. Ne resteranno solo due.
Europa League: si sa, in Italia questa competizione è vista quasi come un fastidio, come una zanzara che ti ronza di notte nell’orecchio e che non vedi l’ora schiacciare contro la parete, ma comunque sia garantisce introiti e visibilità a livello continentale, ed ha un bel fascino; ovviamente chi uscirà sconfitto dalla guerra dei cinque Re sarà relegato nella seconda competizione Europea, ma vogliamo aggiungere alla lotta continentale altre tre squadre che potrebbero avanzare le loro pretese: Sassuolo, che ha tenuto al momento i suoi giocatori migliori e dato continuità ad un progetto che si è rivelato vincente, Fiorentina, che ha rinnovato tanto e in meglio, con molto talento in avanti e un centrocampo fatto da giocatori di livello e Cagliari, che con l’ingaggio di Di Francesco vuole, gradino dopo gradino, avvicinarsi più possibile alle posizioni importanti. Una nota va aggiunta, la settima classificata di questa stagione si qualificherà alla nuova UEFA Conference League e potrebbe fare da vetrina europea per squadre meno blasonate ma affamate proprio come suddette.
Limbo: come nella concezione teologica del cattolicesimo, il luogo e lo stato, privo di pena ma anche della visione beatifica di Dio, così potremmo definire quell’insieme di squadre che difficilmente lotteranno per un obiettivo, che sia piazzamenti europei o salvezze disperate. Tra queste Bologna, che un occhio al piano di sopra ce lo butta, ma comunque più indietro delle tre sopracitate, Torino, che con Gianpaolo ha dato il via ad un nuovo percorso che potrebbe rivelarsi molto fruttuoso in futuro e che come i felsinei butta uno sguardo al trittico del terzo piano, il Parma, fresco fresco di cambio societario e in fine il Verona, che pur avendo ceduto i suoi gioiellini dovrebbe riuscire a centrare la salvezza, ma mai abbassare la guardia, perché potrebbe essere l’indiziata a prendere l’ascensore per il piano inferiore.
Salvezza: come sempre la lotta più, sudata, cruda e primordiale si combatte nei bassifondi della società, dove i potenti sono solo di passaggio e spesso fanno da inquisitori. Sampdoria, Udinese e Genoa dovranno guardarsi le spalle; i genovesi sponda blucerchiata lo scorso anno sono stati condotti alla salvezza da Ranieri dopo un inizio pessimo e se non vorranno correre rischi dovranno farsi trovare pronti fin da subito; i friulani ormai da anni cedono i pezzi migliori della proprio rosa e ogni stagione sono sempre a giocarsi la salvezza nelle ultime giornate, i Grifoni per quanto il mercato sembra portare rinforzi riescono sempre ad immischiarsi in questa lotta e ad uscirne per il rotto della cuffia. Ovviamente le tre neo promosse saranno al centro della battaglia, come il campionato ci dice da decenni, e probabilmente due su tre torneranno nella cadetteria; il Benevento al momento pare la più attrezzata a rimanere nell’Olimpo del calcio e non è da escludere la riuscita di questa scalata, mentre Spezia e Crotone potrebbero andare incontro al loro destino e prenotare un posto sulla barca di Caronte senza opporre grande resistenza.

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