L’ultimo viaggio di SuperGigi / Il potere della papera

di 2Q18 |

Caro diario,

ci sono dei signori che mi dicono che devo farmi da parte. Ho chiesto da quale parte, mi sono chiesto perché, ma non mi esce la voce. Quando succede questa cosa, quando sento dire la parola che mi fa più male, allora entro in me stesso, abbasso lo sguardo, mi piacerebbe arrabbiarmi, ma questo so che lo farò quando sarò più grande.

Quando diventi grande? Me lo chiede spesso la mamma. Diventerai grande quando ti toglierai il calcio dalla testa. Chi lo sa. Non lo so se succederà mai. Magari avrò 40 anni, o 80. Mi sentirò grande dicono. Io però sono già grande. Sul campo e intorno al campo sono importante. Mi guardano, mi parlano, mi ascoltano. Quindi sono grande. Un mio compagno un giorno mi ha detto immenso. E’ una parola che mi sembra di un film o di una canzone. Ogni volta che vinciamo mi viene sempre in mente. E’ una parola da inno, da colonna sonora, sarà per questo che mi viene da mettere la mano sul cuore e cantare. Improvvisamente la voce allora mi esce forte. Succede anche quando devo criticare me stesso davanti agli altri o rimproverare qualcuno o consolarlo. Ma soltanto e sempre quando sono al campo.

A casa è tutta un’altra storia. A casa accendo la televisione dopo che mi ci sono specchiato. Devi farti da parte, Gigi. Dovresti avere la forza di capirlo. Di quei signori non conosco i nomi, ma li trovo spesso quando mi sdraio sul divano. Sono vestiti bene. Non si sporcano mai, loro. Mi stanno simpatici. Poi parlano di papera. Sono angeli che diventano diavoli. È la parola che mi fa più male perché la collego a quando i miei compagni smettono di sorridere. Che potere avrà mai questa papera? L’unica cosa che so è che mi sale il mal di pancia. E che ho tutta una reazione sulla pelle. Tipo i brividi. Alla fine le gambe esplodono. Le mani mi bruciano. Gli occhi diventano seri. Poi paro come una bestia. Tutto diventa normale. È il potere della papera. Per me è blu e ha il becco giallo. Una piuma bianca da una parte e una nera dall’altra. È normale per me sorprendere ogni volta il mio allenatore e i miei tifosi.

Un giorno poi diventerò grande, io ci credo a papà che me lo dice piano. Sarà quando nessuno mi metterà più i voti, vero diario? Anche tu diventerai immenso? Se inizio dalla prima volta, dalla prima papera, non so se ci starà tutta la mia storia dall’inizio fino alla fine. Ecco magari i pareggi non li mettiamo okay? Adesso vado, che devo tuffarmi sul mondiale. Qua-qua-qua-qua, ti voglio bene.

 

buffon