Pallone d’Oro 2019 – La classifica finale (fosse un premio serio)

di Juventibus |

1 – MARIANO DIAZ

Il Real Madrid reagisce all’addio di CR7 riacquistando dal Lione per 33 milioni uno dei grandi prodotti della propria cantera e consegnandoli la camiseta che fu del portoghese quando ancora era un giocatore competitivo. Un crescendo culminato nella doppietta al Villarreal il 5 maggio del 2019. Pallone d’Oro strameritato.

2 – EDEN HAZARD

Secondo erede diretto della storica maglia di Cristiano. Mariano gliela lascia a metà anno solare per manifesta superiorità e il belga coglie l’occasione per stupire il mondo e – tempo di riprendersi dopo i bagordi estivi per il trasferimento record dal Chelsea – infila ben 1 gol e 3 assist nelle prime 13 apparizioni con le merengues.

3 – LIONEL MESSI

Nel dubbio tra lui e il suo ex grande rivale, l’ultima posizione del podio spetta all’argentino che beffa così una volta ancora CR7 confermandosi la vera bestia nera della carriera dello juventino nonostante le tre Champions League consecutive vinte in realtà dal genio tattico di Zidane e altri premiucci vari assegnatigli unicamente per salvarne la reputazione.

4 – RONALDO

Nonostante l’età e il ginocchio, ancora fantastico nello scatto, maniacale nella cura del corpo, micidiale nella conclusione a rete, unico negli uno contro uno. Beffato dall’eterno Messi a ridosso del podio, ma dopo lo scandalo patito contro Mark Iuliano si fa andare bene tutto.

5 – DOMENICO BERARDI

Il 2019 è stato l’anno della sua consacrazione. Primo tra gli italiani, campione amato da tutti senza distinzioni di maglia. A 25 anni può stupire ancora e giocarsela un giorno per l’ambito premio che ne farebbe il degno successore di Roberto Baggio. Juve ancora fortunata a non averlo come avversario, per l’ennesima volta, nella prossima di campionato allo Stadium. O c’è dell’altro?

6 – XHERDAN SHAQIRI

Penalizzati i campioni d’Europa del Liverpool che restano clamorosamente fuori dalle prime cinque posizioni. A tenere però alto il nome e l’eccezionale stagione dei Reds un ex Inter che già in aeroporto aveva lasciato il segno: complimenti ai nerazzurri per averci visto lungo e aver poi a malavoglia consegnato un asso senza precedenti al calcio svizzero, continentale, mondiale.

7 – GIOVANNI DI LORENZO

Il vero uomo nuovo della top ten mondiale certificata dai voti dei migliori giornalisti sportivi europei: da Empoli a Napoli, con risultati ancora più impressionanti di quanto fatto dai suoi predecessori Valdifiori, Hysaj e lo stesso Zielinski. Un po’ il Sarri pre Chelsea (che aveva fatto entusiasmare gli spettatori di questo sport) della fascia destra. Dal posto da titolare con Ancelotti alla Nazionale italiana, dagli applausi per le prestazioni al gran gol del 3-3 all’Allianz Stadium. Peccato poi per l’autogol di Koulibaly che ha reso iniquo il risultato della gara e che non gli ha permesso di sfidare realmente Messi % co per un posto nel gotha.

8 – MARIO MANDZUKIC

Dopo la finale del Mondiale è diventato un attaccante diverso. Apprezzato da tutti perché finalmente maturo dopo l’exploit del triplete con il Bayern Monaco che non è mai più stato capace di ripetere nei quattro anni alla Juventus nonostante la mentalità vincente che gli aveva inculcato Simeone nell’anno all’Atletico. Attaccante da prime cinque posizioni, forte il condizionamento negativo degli ultimi mesi trascorsi forzatamente ai margini della rosa bianconera.

9 – MIGUEL VELOSO

Il gol dell’anno è suo: mezzo esterno sinistro di rara eleganza e potenza che si spegne sotto l’incrocio ridicolizzando il Buffon che tanto la Juventus ha rivoluto indietro. Da cineteca, da sigla di ogni trasmissione calcistica. La stagione che si condensa in una sola partita, come succede soltanto ai grandissimi.

10 – MATTHIJS DELIGT

Da primo posto assoluto, a soli 19 anni, fino ad aprile. Poi succedono tutte a lui: la drammatica eliminazione in Champions League all’ultimo minuto per mano del Tottenham, il trasferimento record ma nonsense alla Juventus, i falli di mano uno dietro l’altro fino a perdere il posto nell’Olanda a favore del nerazzurro De Vrij. O almeno, questo pare leggersi sulla stimatissima stampa specializzata italiana.