Porto ID-CARD: come stanno i Dragoni

di Matteo Viscardi |

Porto

Come sta il Porto? La compagine guidata da Nuno Espirito Santo sta vivendo, senza ombra di dubbio, uno dei periodi più brillanti dell’ultimo lustro. Sei vittorie consecutive in Primeira Liga, addirittura dieci nelle ultime undici gare di campionato. Un ritmo semplicemente impressionante, che ha permesso ai dragoni di rientrare prepotentemente in corsa per il titolo, visto che il Benfica capolista dista una sola lunghezza.

Una rincorsa che ha galvanizzato l’ambiente sulle sponde del Douro, mai così consapevole dei propri mezzi in tempi recenti. Un inseguimento costruito su quel 4132, presentatovi all’indomani del sorteggio, che nel corso dei mesi, però, ha ritrovato interpreti che sembravano perduti e inserito una nuova pedina fondamentale. Brahimi, dopo un avio stagionale complesso, complici le battenti voci di mercato e dissidi con la società, si è ripreso con vigore la maglia da titolare nel terzetto dietro le punte, approfittando anche dell’assenza per infortunio di Otavio (recuperato nelle ultimissime settimane). L’algerino non ha risentito nemmeno della pessima coppa d’Africa della propria nazionale, riconnettendosi subito, con discreto profitto, alla realtà portoghese. La sua classe, miscelata all’abitudine di giocare certe partite, sarà a dir poco fondamentale nelle gare di Champions League. All’esperienza, invece, Maxi Pereira mixa una solidità difensiva notevole, che gli ha permesso, settimana dopo settimana, di rosicchiare terreno su Layun e diventare la primissima scelta di Nuno sulla fascia destra difensiva.

Il vero step in avanti al team del presidentissimo Pinto Da Costa (che in questi mesi è divenuto il presidente europeo più longevo della storia alla guida di un club), però, lo ha regalato il colpo di mercato invernale più sottovalutato del continente. La sensazione che al Porto mancassero alternative offensive era lampante da tempo, anche solo per una mera questione numerica. Andre Silva e Diogo Jota non potevano portare avanti da soli tutto il peso della produzione offensiva per un’intera stagione. Si è deciso così di puntare con forza su una delle stelle più luminose del torneo portoghese delle ultime due stagioni, quel “Tiquinho” Soares che, tra Nacional e Vitoria Guimaraes, aveva ampiamente dimostrato di meritare un’occasione simile. L’attaccante brasiliano, dotato di buonissima tecnica individuale, notevole temperamento e paurosa efficienza sulle palle alte ha subito impattato nel modo migliore con la nuova squadra. Tre partite disputate, quattro gol e una rifinitura vincente. L’assistito di Jorge Mendes ha trasmesso una scossa di adrenalina elettrizzante a tutta la squadra, smentendo chi lo valutava poco incline al gioco per la squadra e a dare una mano in fase difensiva. Ha inoltre premesso a Andre Silva di smarcarsi almeno un poco dal lavoro sporco a cui era costretto il talentissimo classe 95. La concorrenza ha avuto risvolti positivi anche su Diogo Jota che, relegato in panchina, non si è perso d’animo, risultando spesso importante per le sorti dei match subentrando a gara in corso.

L’abbondanza non manca anche a centrocampo, dove Herrera, Andrè e Ruben Neves spingono per una maglia da titolare nella gara più importante della stagione per i Dragoni. In attesa dei riscontri degli ultimi allenamenti, però, dovranno molto probabilmente gustarsi l’incontro dalla panchina, lasciando spazio al duo (in verticale) titolare e collaudatissimo Danilo Pereira-Oliver Torres, affiancati da Brahimi e Corona sugli esterni. Lo spagnolo non sta passando il mese più brillante della stagione, ma difficilmente Nuno rinuncerà alla classe dell’ex Atletico Madrid contro la Juventus. Pochi dubbi invece sul pacchetto arretrato Telles-Felipe-Marcano-Pereira (coperti da Casillas), vero punto di forza per il team di Nuno fin qui.

Il Porto è solido, e vola sulle ali dell’entusiasmo. La cilindrata del motore dei dragoni non è nemmeno paragonabile a quella bianconera, ma, soprattutto al do Dragao, sottovalutare il team di Nuno potrebbe essere fatale (o quasi). Bayern docet.