#Pogback, solo due parole: peccato e rispetto

di Francesco Alessandrella |

E così alla fine  sei davvero un giocatore del Manchester United. In bocca al lupo, Paul e grazie. Grazie per i tuoi gol al Napoli, puntuali come le tasse, grazie per la Dab dance, per la tua spensieratezza, le tue capigliature.

Ma permettimi, in questo momento, di lasciarti con due parole, che da qualche ora mi frullano per la testa pensando alla nostra storia.

La prima è: peccato. Peccato non solo per quello che poteva essere tra noi. Peccato soprattutto perché se è vero che il tuo obiettivo è quello di vincere un giorno il pallone d’oro, come ho letto da qualche parte, allora permettimi di dirti che hai scelto la strada più complicata, un vero e proprio salto indietro. Fossi andato alla corte di Carletto o al Barca non avrei avuto dubbi: entro due anni il premio sarebbe stato tuo. Ma per la scelta che hai fatto (guidata dagli sponsor o dal procuratore non so) hai intrapreso la strada più complicata. Ma anche un lavoro serio con Mister Allegri ancora per qualche anno, coronato magari da vittorie prestigiose, ti avrebbe dato la possibilità di arrivare davvero, e in breve tempo, al tuo obiettivo personale. Ma tant’è.

La prima è peccato, la seconda è “rispetto“. Rispetto per una società che ha creduto un te al punto di affidarti la maglia più prestigiosa; rispetto per una tifoseria che ti ha eletto suo beniamino. Rispetto che, caro Paul, in quest’ultimo mese non c’è stato. Un mese fatto di tweet enigmatici, foto senza senso, videosponsorizzai in cui l’unica cosa che emergeva era che tu e il tuo compare vi stavate divertendo alle spalle di chi ti ha accolto ragazzino di buone speranze e ti ha accompagnato alle porte della gloria. La società Juventus, caro Paul, in quasi 120 anni di storia ha superato indenne addii ben più traumatici (da Baggio a Zidane, da Platini a Pirlo, per rimanere nell’era moderna). Per tutti ci siamo rimasti più o meno male, dopo ognuno di questi abbiamo ricominciato a vincere, e lo sai bene. Per cui, nessuna tragedia, quelle le lasciamo ad altri… Ma essere presi in giro, con completa assenza di stile, permettimi, questo non ce lo meritavamo. 

Vorrei che tu portassi dietro queste due parole, nel tuo bagaglio, fatto di dribbling, tiri da fuori, colpi di testa. Perché con le persone con cui ti accompagni certamente questo non sarà il tuo ultimo trasferimento e magari la prossima volta potrai avere la possibilità di essere più chiaro prima di tutto con te stesso,provando a scegliere la strada migliore senza condizionamenti di sorta, e poi con chi ti ha voluto – veramente – bene.

In bocca al lupo, Paul e magari ci ritroveremo in Champ… Ah no, scusa!