Pog-Barba

di Vincenzo Ricchiuti |

Direi bene. A Bergamo è pericoloso solo di notte. La Juve ha provato a sbloccarla subito quasi riuscendoci con Khedira. Allegri era una vita che chiedeva ai ragazzi, su, non chiedete l’impossibile, prendetevi tutto. Con le piccole prendersi tutto significa non mettersi nelle condizioni di doverli inseguire tra muri e calci. Significa segnare nel primo tempo. E aspettare si faccia sera. Così avviene, con Barzagli pronto a profittare dell’ennesimo regalo ricevuto dalle difese altrui. Poi si gioca in scioltezza. L’Atalanta non ha molto da dire, lo stadio è tanto illuminato e certe gagliardie da arena non ti vengono in mente. Il campo è brutto, la classifica loro anche ma si può ancora subire. Non c’è voglia di grandi imprese, non c’è neanche il motivo. Noi siamo coi titolari più Pereyra a fare il volante. Non ha una grande utilità e in più Dybala oggi è più inutile di lui. La squadra potrebbe risentirne, allungarsi o ciondolare. Se tutto questo non succede è per via di un Pogba fantastico. Eleganza e personalità. Si carica la squadra sudamericani che han fatto fetecchia compresi. E si va. Si va a presidiare la gara piantonandola col suo genio fisico. Il genio di Pogba non è pura essenza o un’idea. E’ il suo corpo. Pogba probabilmente è l’unica Idea con la maiuscola che possa lasciare un’impronta nel cemento. E non nel cemento fresco. In quello solido. E’ l’unica idea col codice fiscale e la puzza di piedi. Poi Allegri si lamenterà di come il giallo sia arrivato per eccesso di presenzialismo ed Allegri sempre racconterà di non aver visto nel secondo tempo quel Pogba lì, quello che si esibì a Bergamo tra il primo ed il quarantacinque di una oretta e mezza altrimenti squallida. Tra gli squallidi e col troppo sole tutti gli imbecilli bene in luce. Forse non l’ha visto nessuno, a giudicare dai mezzi voti e dai soliti discorsi da padre a figlio sul suo futuro che dovrà sorbirsi per intero. Eppure se si abbassa la testa, l’impronta è bella che si vede.