Viva la Liga (che non parla di playoff)

di Nino Flash |

L’Italia è stato il primo paese a sospendere totalmente le manifestazioni sportive e il calcio professionistico a causa dell’emergenza coronavirus.

Ma nel giro di pochi giorni anche altre importanti federazioni/leghe d’Europa si sono dovute uniformare a questa drastica e imprevista decisione (Svizzera, Portogallo, Spagna, Francia, Belgio) costrette a fare i conti con una realtà che al momento non consente alternative praticabili.

Facile quindi prevedere “campionatus interruptus” in tutti gli sport e in tutti i campionati d’Europa, anche nei paesi che ad oggi non hanno preso in considerazione, irresponsabilmente o meno si vedrà, l’ipotesi sospensiva (mancano ancora – per poco – all’appello Bundesliga e Premier League).

Tutto questo avviene in un periodo decisivo della stagione, quando alcuni tornei stavano esprimendo un netto vincitore (come il Psg, il Liverpool o, per rimanere in Italia, il Benevento) e in altri si combattevano avvincenti testa a testa (Italia e Spagna su tutti). E ora che fare?

Nessun virologo né capo di stato sa quando potremo uscire di casa per andare a riempire uno stadio, pertanto ci si può muovere solo nel campo delle ipotesi. Un fatto è certo: determinare le prime ed ultime posizioni di ogni lega sarà necessario per definire le partecipanti ai tornei nazionali e internazionali della prossima stagione, la 2020/21.

Se in Italia c’è stato un primo incontro tra federazione e Lega che ha prodotto una serie di ipotesi tra cui anche i playoff, ieri in Spagna si è tenuto un analogo incontro tra i rappresentanti della RFEF (la federazione spagnola) e i vertici della Liga per mettere sul piatto le soluzioni al problema.

Stando a quanto riporta As, sarebbero quattro gli scenari adottabili dal calcio spagnolo per la stagione in corso:

1.    La conclusione regolare del campionato con la disputa di tutte le partite rimanenti.

E’ quello che tutti vorremmo, in caso di una veloce evoluzione dell’emergenza con contestuale rinvio di Euro2020.

2.    L’annullamento totale del campionato senza assegnazione del titolo.

E’ forse la soluzione più triste. Significherebbe fermarsi qui e riprendere dall’anno precedente. Come se non si fosse giocata neanche una partita. Consegnare decine di partite all’oblio.

3.    Prendere per buona la classifica della ultima giornata completata, cioè la ventisettesima.

Sarebbe il Barcellona a beneficiarne, trovandosi in testa con 2 punti di vantaggio sul Real Madrid.

4.    Prendere per buono solo il girone di andata.

Anche qui sarebbe il Barcellona campione, ma solo per differenza reti, a scapito degli eterni rivali del Real Madrid.

Queste quattro opzioni sono state ieri confermate dal presidente federale Luis Rubiales, e verranno discusse in una apposita commissione mista federazione/Liga. Qualora non si trovasse un accordo, viene riportato, deciderà proprio Rubiales, uomo di campo, ex calciatore, ex presidente dell’associazione calciatori spagnola.

Come vedete, due delle quattro ipotesi vedrebbero vincente il Barcellona, che quindi già oggi avrebbe il 50% di probabilità di vedersi assegnare il titolo per quanto fatto finora sul campo.

Nessuna speranza per la formula playoff, in Spagna giudicata evidentemente inadatta ad esprimere vincitori e vinti in uno sport come il calcio. Se ne farà una ragione il Getafe privato della possibilità di vincere la Liga 2019/20? Crediamo di no.

Solo in Italia alcuni media si sono entusiasmati per questa modalità, ossia decidere un campionato in un mini torneo improvvisato e regolamentato ex novo, quando si sono già giocati oltre due terzi delle partite.

E il motivo non vogliamo saperlo…