Miralem Pjanic bello e inedito nel sistema di Sarri

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Di Luca Cascone

Vorrei vedere Pjanic toccare 150 palloni a partita

Nel giorno della sua conferenza stampa di presentazione come nuovo allenatore della Juventus, Maurizio Sarri si presentò ai tifosi bianconeri, delineando il nuovo percorso tattico che il centrocampista bosniaco, arrivato alla quarta stagione consecutiva in bianconero, avrebbe dovuto affrontare.

La cifra, ovviamente, fu una provocazione, ma rese bene l’idea di ciò che l’allenatore toscano aveva in mente, ciò far diventare Pjanic il fulcro centrale della manovra della Juventus, rendendolo ancor più decisivo per le sorti della squadra. Fin dalle prime partite, Pjanic viene schierato come centrocampista centrale, affiancato da due mezzali in caso di 433, o in coppia con un interno di centrocampo in caso di 442. I principi di gioco però rimangono gli stessi. Sarri, in continuazione con ciò che abbiamo visto a Napoli prima e al Chelsea nella stagione passata, vuole che il regista sia la principale fonte di gioco; è lui infatti che aiuta a rendere la circolazione del pallone in fase di impostazione più fluida possibile, soprattutto in caso di pressing avversario. In fase difensiva, inoltre, deve fungere da schermo per i centrali di difesa, mentre in fase di non possesso, in caso di pressing offensivo, è lui che sposta il baricentro della squadra in avanti per cercare il recupero palla. Nelle prime due uscite contro Parma e Napoli, la Juve disputa due buone partite, mostrando già alcuni principi fondamentali della filosofia del proprio allenatore. Pjanic, a sua volta, dimostra di essere già a buon punto nell’applicazione dei nuovi compiti: è sempre nel vivo nell’azione, mostra le solite ottime doti di palleggio, crea continuamente linee di passaggio per un’ottimale risalita del pallone dalla difesa e a ciò aggiunge i nuovi dettami dell’allenatore toscano.

-Verticalizzazione sulle punte

 

-Recupero palla nella trequarti avversaria

 

-Difesa posizionale 442

 

-Fase di impostazione, con baricentro della squadra molto alto

 

Negli anni passati, una delle critiche che venivano mosse alla Juventus era quella di adottare un possesso palla troppo sterile e orizzontale, affidando ai soli giocatori offensivi le sorti della gara. In questo contesto di gioco, le qualità di Pjanic non venivano sfruttate a pieno. Il bosniaco, seppur mostrando le solite qualità di palleggio sia sul gioco corto che sul lungo, si trovava spesso a giocare sotto ritmo, alternando passaggi sterili orizzontali, a lanci lunghi per gli esterni. Non è un caso infatti, che le migliori partite di Pjanic nella scorsa stagione siano state quelle in cui la Juventus ha adottato uno stile di gioco aggressivo e propositivo fin dall’inizio di gara (Manchester United e Atletico Madrid). Quest’anno, invece, egli dimostra fin dall’inizio una certa attitudine alla verticalizzazione, mostrando anche una notevole rapidità nella scelta della giocata. Inoltre, la Juventus comincia ad assumere un atteggiamento sempre più aggressivo anche in fase di non possesso, ciò spinge Pjanic a lasciare la propria zona di campo, portandosi spesso nella trequarti avversaria per cercare il recupero palla.

Dopo due partite opache contro Fiorentina e Verona in cui Pjanic gioca rispettivamente 43 e 45 minuti, la Juventus decide di adottare un nuovo sistema di gioco, passando al 4312, rendendo il bosniaco ancor più centrale nella manovra bianconera. Non è un caso che nelle gare contro Brescia, Spal e Inter, Pjanic giochi tre ottime partite, mettendo a referto due reti e un assist ed effettuando rispettivamente 108,114 e 77 passaggi, risultando determinante nella nuovo sistema di gioco di Sarri. Il nuovo modulo permette alla squadra di avere una linea di passaggio in più (il trequartista), ma soprattutto porta il bosniaco ad avere un riferimento fisso sul quale appoggiarsi, anche di prima, per permettere una veloce e pulita circolazione della palla.

-Verticalizzazione immediata per il trequartista

 

-Recupero palla nella trequarti avversaria e verticalizzazione sul
trequartista

 

-Passaggio in profondità per Dybala che sblocca la partita

 

-Imbucata verticale per Ronaldo che porta al raddoppio contro l’Inter

 

Tutto ciò trova conferma nei report post-gara, che dimostrano ancora di più la centralità che Pjanic sta avendo nella Juventus. Nelle ultime due gare di campionato contro Spal e Inter, la migliore combinazione per quanto riguarda i passaggi in avanti è stata quella tra Pjanic e Dybala, con rispettivamente 13 e 9 passaggi in avanti completati, sottolineando una certa tendenza alla verticalità, che il bosniaco sta assumendo nella stagione in corso, elogiata anche da Maurizio Sarri nella conferenza stampa post-Spal: Pjanic è un ragazzo che comincia a farsi vedere per come dobbiamo giocare noi, quello che mi fa più piacere è che nelle ultime 2 partite sta verticalizzando molto di più che nelle prime partite di campionato.

Cosa ci dicono i numeri?

I numeri emersi dalle prima sette partite di campionato confermano le piccole ma decisive differenze rispetto agli anni passati. Confrontando le statistiche di inizio stagione con quelle relative al campionato scorso, non solo Pjanic effettua più passaggi (76.18 contro 67.62), ma è il modo in cui essi vengono distribuiti che fa la differenza. Più dell’85% vengono giocati nella metà campo avversaria, 24.97 quelli effettuati in avanti, contro i quasi 18 della stagione 18-19, mentre sono 13.98 i passaggi effettuati nella trequarti avversaria, contro i 10.2 della scorsa stagione. Numeri che confermano quanto un atteggiamento propositivo assunto da parte della Juventus, aiuti il bosniaco ad esprimersi al meglio. Confrontando questi numeri con gli altri giocatori della Serie A, Pjanic è terzo in classifica per passaggi totali (dietro Brozovic e Skriniar), mentre è al primo posto per passaggi totali nei 90 minuti, con una precisione del 91.75%. Per quanto riguarda i passaggi nella trequarti avversaria, è il leader della classifica con 89 passaggi totali e 13.98 nei 90 minuti, quest’ultimo dato lo porta ad essere, inoltre, il terzo giocatore che ne effettua di più nei cinque campionati d’Europa più importanti, dietro Verratti e Thiago Silva. È anche primo per passaggi progressivi totali (98), e primo centrocampista nelle top-5 Leagues con 15.39 passaggi progressivi nei 90 minuti.

In conclusione, Miralem Pjanic sta disputando un inizio di stagione molto importante e sta giocando probabilmente il suo miglior calcio da quando è arrivato alla Juventus. Se riuscisse a ripetere le stesse prestazioni e gli stessi numeri descritti in precedenza fino al termine della stagione, potrebbe finalmente essere considerato il miglior regista al mondo.


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