La verità su Pjanic regista: le statistiche in Inter – Juventus

di Alex Campanelli |

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Pjanic non può giocare davanti alla difesa da regista, non ha i tempi di gioco, non è abituato, non scherma, non legge le azioni e non intercetta, e poi è meglio davanti perché ha senso del gol.
Invece sì, Pjanic può fare il regista, la colpa è di Asamoah e Khedira che non l’hanno protetto, gli serve tempo e poi non ha giocato così male (…).

Si è detto, scritto e letto di tutto sulla prima di Miralem Pjanic in cabina di regia nella sconfitta contro l’Inter di domenica sera; Allegri l’aveva già testato in amichevole ma era difficile immaginare un esperimento così ardito in una gara delicata come quella contro i nerazzurri. Ovviamente il bosniaco non è stato, e non poteva essere altrimenti, completamente a proprio agio nella nuova posizione, ma è decisamente avventato affermare che “non può giocarci” portando come tesi appena 90′, peraltro giocati male da tutta la squadra. Eliminate le scorie della delusione del postpartita, andiamo a vedere con oggettività com’è andata la prima di Mire nel ruolo che fu di Andrea Pirlo.

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Sono davvero tanti gli spunti offerti dalla heatmap di Pjanic, positivi ma anche negativi. Tra le principali critiche rivolte al bosniaco, va sfatata quella relativa a “Pjanic che si nasconde“, dato che Miralem è stato il centrocampista che ha svariato di più nell’arco dei 90′, ha cercato spazio (e palla) a destra e a sinistra e giocato moltissimi palloni, aspetto che a breve approfondiremo. Oltre alla dinamicità del calciatore, dalla heatmap emerge anche la sua posizione probabilmente un po’ troppo arretrata, in determinati frangenti addirittura a pochi passi dalla retroguardia. “Pjanic può giocare da regista e da lì può spingersi in avanti e rendersi pericoloso nella trequarti avversaria”, questi i dettami del mister, che però il centrocampista è riuscito a mettere in pratica solamente in un’occasione:

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Passando ai numeri in fase di gestione della palla, è interessante osservare come Pjanic, al netto delle critiche, sia stato il calciatore che in assoluto ha toccato più palloni (insieme a Banega e Alex Sandro), effettuato più passaggi e completato più appoggi, davanti anche agli insolitamente timidi (e continuamente pressati) centrali difensivi bianconeri, quasi sempre in cima a queste speciali classifiche. Più che nascondersi, il bosniaco può essere accusato per la scarsa precisione nella verticalizzazione, fisiologica dato che si trattava della prima ufficiale da regista. Dei 69 passaggi totali, appena 18 sono stati indirizzati in verticale, e nella metà campo avversaria la sua percentuale di completamento degli appoggi crolla dall’82% al 69%. Per quanto riguarda lunghezza e traiettoria dei passaggi, le grafiche di FourFourTwo (la prima relativa alle palle lunghe, la seconda a quelle giocate in avanti) sottolineano come il problema di Pjanic non sia stato relativo al numero di palloni giocati, ma alla qualità e alla frequenza dei lanci lunghi e delle giocate in profondità, non ancora all’altezza del grandissimo piede che possiede.

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Per quanto riguarda le statistiche difensive, importanti per chi gioca da schermo davanti alla difesa, molto buoni i 7 palloni recuperati, tra i migliori della Juventus, decisamente meno la percentuale di duelli vinti, 4 su 9 totali, e soprattutto gli intercetti; se Allegri vuol davvero fare di Pjanic il regista della Juventus, dovrà lavorare sul calciatore e fargli cancellare al più presto quello 0 dalla casella a lui più cara.