La centralità di Pjanic e il possesso palla bianconero

di Alex Campanelli |

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Pur in uno stato poco più che embrionale, la Juventus vista a Parma ha lasciato intravedere, soprattutto nella prima frazione, l’impronta di Maurizio Sarri: il pressing alto organizzato, già abbozzato nelle amichevoli, gli scambi stretti e i triangoli tra i membri del tridente avanzato, e soprattutto una rinnovata gestione del possesso palla. Un possesso non più basso e conservativo, con centrali e terzini ai quali veniva affidato gran parte del compito, bensì più avanzato e atto ad avanzare con le linee compatte e a creare spazi, con Miralem Pjanic in qualità di direttore d’orchestra.

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Passaggi effettuati dai 22 titolari in Parma – Juventus. Oltre alla centralità di Pjanic, da notare il distacco non più così netto tra i difensori e gli altri bianconeri.

Una sola gara non può ovviamente far statistica da sé, ma la strada intrapresa è quella voluta da Maurizio Sarri, che ha già affermato di voler portare Pjanic “a toccare 150 palloni a partita”, rendendolo il faro della squadra come e più di Valdifiori nell’Empoli e di Jorginho nel Napoli e nel Chelsea. Di fatto, la posizione di Pjanic è la stessa nella quale ha giocato nelle ultime stagioni con Allegri, ma il suo coinvolgimento nella manovra sta aumentando ed è destinato a mutare radicalmente; passa dai suoi piedi la capacità della Juventus di tenere il pallino del gioco per più tempo possibile.

Nella scorsa stagione la Juventus è stata la 4° squadra per possesso palla medio, dietro a Inter, Napoli e Atalanta e davanti a Sampdoria e Milan, con una media del 54,9%. In 13 occasioni i bianconeri hanno raggiunto o superato il 60% del possesso palla, 8 di queste contro squadre classificatesi tra le ultime 5 per possesso (Udinese, Chievo, Genoa, Frosinone e Parma) e solamente 2 contro le prime 5, già elencate. Contro il Parma i bianconeri hanno chiuso la gara col 62%, in linea con l’annata precedente, mentre Pjanic ha giocato 113 palloni ed effettuato 84 passaggi sui 510 totali della Juventus.

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Dati Whoscored (Juve-Frosinone, con Pjanic subentrato, non è stata considerata a fini statistici)

Solo in due occasioni lo scorso anno Pjanic ha toccato più palloni ed effettuato più appoggi rispetto alla gara col Parma, contro gli stessi crociati allo Stadium e col Chievo a Verona, in due partite anomale con un possesso bianconero elevatissimo e una quantità di passaggi totali superiore alla prima di quest’anno (rispettivamente 590 e 679 contro 510).

Il confronto diventerà decisamente più interessante partita dopo partita, ma è già indicativo di quanto il tecnico stia spingendo i compagni di Mire a cercarlo di continuo, provando nello stesso tempo a inculcare al bosniaco quel gioco corto fondamentale per i suoi schemi. Dalla centralità di Pjanic passerà la capacità della Juventus nell’assimilare e mettere in pratica nel migliore dei modi il calcio di Maurizio Sarri.