Pjanic playmaker aggressivo: prove tecniche di trasmissione

di Claudio Pellecchia |

C’era molta curiosità per la prova di Miralem Pjanic contro il West Ham. Vertice basso del rombo in un 4-3-1-2 con Pereyra alle spalle della coppia Dybala-Mandzukic (più Lemina e Asamoah a guardargli le spalle), l’ex Roma è stato testato per la prima volta in un ruolo che Massimiliano Allegri vede tagliato su misura per il bosniaco.

Dopo 78 minuti di impiego, il giudizio varia dal buono al rivedibile. E questo perché la bontà dell’intuizione del tecnico toscano andrebbe messa alla prova in un contesto molto più competitivo del calcio d’agosto.

In fase di costruzione poco o nulla da eccepire: la palla gira con i modi e i tempi giusti (almeno nel primi 45′), con un approccio molto più verticale rispetto a quello cui siamo solitamente abituati con Marchisio. Interessanti alcuni scambi con Dybala, così come la ricerca del taglio di Dani Alves alle spalle della difesa avversaria, in una giocata che ai più attenti avrà richiamato l’asse Pirlo-Lichsteiner di qualche tempo fa. Difensivamente, invece, il giocatore è stato inizialmente poco sollecitato, pur lasciando intendere un’interpretazione della doppia fase molto più dinamica rispetto allo stesso Pirlo o a un Hernanes: alla staticità e all’attendismo dei primi due, fa da contraltare la ricerca spasmodica dell’anticipo e la lettura preventiva delle linee di passaggio nelle quali infilarsi. Approccio che paga se sostenuto da un’adeguata condizione fisica, ma che può portare a contraccolpi pericolosi se il reparto (così come accaduto nei primi 20-25 minuti della ripresa) finisce con il disunirsi a causa di gambe rese pesanti dai carichi di lavoro.

Il tutto, comunque, al netto di un West Ham apparso lontano parente di quello che ha furoreggiato durante la scorsa Premier League. E’ presto, quindi, per poter dare un giudizio definitivo: di sicuro se ne riparlerà. E, altrettanto sicuramente, Allegri vede Pjanic in quella posizione. Almeno fino al ritorno di Marchisio.