Pjanic-Matuidi in Sassuolo-Juve, interpretazione e statistiche

di Alex Campanelli |

La prestazione monstre, l’ennesima, di Paulo Dybala al Mapei Stadium ha ovviamente catturato l’attenzione di gran parte di tifosi e addetti ai lavori, ma vi sono altri spunti interessanti emersi dalla gara contro il Sassuolo. Su tutti, la partita di quella che al momento, al netto di infortuni e ritardi di condizione, sembra diventata la nuova coppia di centrocampisti titolare di questa Juventus, la premiata ditta Pjanic-Matuidi, curiosamente due dei calciatori considerati assolutamente inadatti a un modulo come il 4-2-3-1 al momento dell’inserimento in questo sistema. Partendo dalle relative heatmap, andiamo ad analizzare la gara della “strana” coppia che tanto bene ha funzionato domenica.

heatmap matuidi pjanic

Ciò che salta all’occhio guardando i grafici, in particolare l’ultimo, è la copertura complessiva del campo; contro un Sassuolo che non ha alzato barricate provando a costruire gioco fino a fine partita, entrambi i “mediani” (termine riassuntivo quanto riduttivo per definire il ruolo) bianconeri hanno lavorato su tutto l’asse di competenza, dalla propria trequarti sino al limite dell’area avversaria, completandosi senza pestarsi i piedi. Compiti opposti, ma atteggiamenti simili: così come Pjanic si abbassa sino al limite della sua area per ricevere palla e far partire la manovra, affacciandosi nell’area avversaria per la conclusione o l’ultimo passaggio, analogamente Matuidi si schiaccia per risultare determinante in fase di rottura dell’azione, e fa respirare la Juventus portando palla per 15-20 metri e giocando quasi sempre in verticale (di questa sua caratteristica ne avevamo già parlato qui).

Un’altra chiave di lettura decisamente importante per due giocatori che occupano tale ruolo è quella relativa ai palloni intercettati, da sempre cari a mister Allegri e assolutamente fondamentali in questo sistema di gioco; contro il Sassuolo sia Matuidi che Pjanic hanno effettuato 3 intercetti a testa sui 16 totali, più di tutti gli altri bianconeri. Mentre Mire è da sempre una certezza in questo particolare fondamentale, ben coadiuvato dall’altrettanto abile Khedira, l’abilità del francese non può che stupire in positivo, e permette alla Juventus di guadagnare in fisicità e corsa senza perdere praticamente nulla nelle letture difensive. Nessuno dei due si è invece particolarmente distinto nell’incrociare i tacchetti con gli avversari domenica (un tackle riuscito a testa), mentre meritano una menzione i 3 duelli aerei vinti su 4 da Matuidi, probabilmente l’unico della batteria di mediani della Juventus a poter dettare legge nello stacco di testa difensivo

Detto della posizione e dei numeri in interdizione, chiudiamo con la fase di possesso palla. Il livello di fiducia in Pjanic dei compagni sta raggiungendo le vette ai tempi occupate da Andrea Pirlo, come testimoniamo dai 103 palloni giocati, con 90 passaggi effettuati e un ottimo 83,3% di passaggi riusciti nella metà campo avversaria, a fronte del 90% totale. Decisamente buono anche l’apporto di Matuidi, quarto per palloni giocati (78, con 60 appoggi effettuati) e con un ottimo 95% di passaggi riusciti, dei quali appena il 15% rivolti all’indietro, a riprova del fatto che l’ex Psg non ha assolutamente paura di giocare la sfera.

Prospettive e sfide future? Innanzitutto sarà interessante vedere i due all’opera contro squadre che portano una maggior pressione sui centrocampisti, più il Torino della Fiorentina di Pioli, e soprattutto opposti ad avversari di caratura maggiore, qui dovremo aspettare il mese prossimo, ovviamente Marchisio e Khedira permettendo. L’impressione è che l’intesa, pur affinabile, sia già a buoni livelli, probabile che nelle prossime uscite scopriremo se questa mediana riuscirà a sopportare l’impiego di esterni meno diligenti in fase di copertura come Douglas Costa e Bernardeschi, non certo delle ali esclusivamente offensive ma di certo lontani dai livelli di applicazione di Mandzukic.