Convince l’asse Pjanic-Cuadrado, anche se non basta ancora

di Jacopo Azzolini |

cuadrado

L’undici scelto da Allegri era di facile lettura: bloccare la costruzione nerazzurra, specialmente ai lati, per poi sfruttare gli uomini dalla panchina nel tentativo di risolvere il match nel finale. Tuttavia, l’andamento della ripresa è stato differente dalle previsioni.

 

CENTROCAMPO A 3 ANCHE IN NON POSSESSO

 

Juventus-Inter, se ne fosse ancora bisogno, ha confermato la grande duttilità difensiva della squadra di Allegri, che una settimana dopo Napoli-Juve ha disputato una partita molto differente dal punto di vista tattico.

Se al San Paolo la priorità era coprire gli spazi intermedi e il centro del campo, contro l’Inter spallettiana – squadra con grossi limiti nel raccordo centrale – si doveva principalmente coprire l’ampiezza del campo contro una rosa che ha nelle fasce la principale valvola di sfogo. E infatti i nerazzurri sono la squadra europea che crossa di più.

Se lo schierare tre centrocampisti non è stata una particolare sorpresa, in pochi avrebbero pronosticato il modulo visto in fase di non possesso. Si è infatti tornati al 4141/451, con Mandzukic che non ha accompagnato Higuain, ma ha agito da esterno. Da tempo quasi immemore la Juventus non difendeva con un modulo diverso dal 442.

 

 

La Juve ha fatto una grandissima densità in zona palla sul lato forte quando l’Inter, praticamente in avvio di azione, allargava il gioco sulle corse esterne. Oltre ai movimenti di terzino e ala, l’interno (Matuidi l’ha fatto bene) andava sulla traccia esterna aiutando i compagni nella pressione. I laterali nerazzurri hanno quindi sbattuto contro le maglie bianconere, trovandosi costretti a ad appoggiare all’indietro e senza riuscire a cambiare gioco sul lato debole.

Oltre alle fasce ostruite, l’Inter ha pure faticato a servire l’uomo tra le linee (ma non è una novità), con la Juve brava a coprire il centro del campo. Le uniche volte in cui si è trovato spazio (accompagnando Higuain nel pressing, Khedira si è fatto trovare a tratti fuori posizione) lo stato di forma spaziale dei difensori bianconeri ha impedito che si venissero a creare occasioni da rete. E’ il caso della situazione sotto, con un intervento provvidenziale di Chiellini.

 

Gli appena 7 cross effettuati dall’Inter e la prestazione nulla di Icardi confermano la bontà del piano gara difensivo adottato dalla Juventus.

 

CRESCIUTO PJANIC, E’ CRESCIUTA LA JUVE

 

Dopo un primo terzo di gara dal baricentro molto basso, la Juve è cresciuta molto sia nella risalita che nella costruzione arretrata. Nelle intenzioni di Spalletti, Brozovic doveva impedire a Pjanic ricezioni pulite, seguendolo anche nei primi metri della metà campo bianconera.

 

 

Inizialmente, la Juve ha patito la pressione alta interista, riuscendo con fatica a ribaltare l’azione. Con Pjanic bloccato, a volte Chiellini ha provato delle conduzioni palla al piede che hanno allungato i rivali.

via GIPHY

 

Tuttavia, Miralem ha sempre più preso le misure, liberandosi della marcatura del croato con facilità crescente.

via GIPHY

 

 

Soprattutto dopo l’ammonizione di Brozovic, Pjanic ha tiranneggiato a tutto campo, sia nella manovra arretrata che in fase di rifinitura. La più grande mancanza tattica dell’Inter vista all’Allianz Stadium è stata quella di non trovare le contromisure all’ex Roma, che in qualsiasi zona di campo ha potuto ricevere in totale libertà. Sfruttando poi la carente doppia fase di Perisic che per più volte ha lasciato Santon da solo, Pjanic ha avuto modo – coi suoi consueti lanci chirurgici – di mandare Cuadrado nell’uno contro uno sul terzino sinistro nerazzurro.

via GIPHY

 

Nella ripresa, l’Inter è calata con evidenza in entrambe le fasi di gioco. Incapace di costruire dal basso, ha pure pressato male in avanti senza l’adeguata coordinazione nei movimenti tra linea di centrocampo e attaccanti. La Juventus ha così superato il 442 nerazzurro con facilità, riuscendo a servire Pjanic in modo pulito. Nella stragrande maggioranza dei casi, il gioco veniva allargato sulla destra, visto che Perisic era troppo stretto.

via GIPHY

L’asse Pjanic-Cuadrado ha costruito, praticamente allo stesso modo, le chances più nette del match. I cross del colombiano hanno quasi sempre trovato Mandzukic sul lato debole, approfittando così dell’eccessivo spazio tra terzino destro (D’Ambrosio) e difensori centrali. Purtroppo, la scarsa precisione sottoporta del croato ha vanificato molteplici occasioni da rete.

 

TROPPO LAVORO CHIESTO AD ASAMOAH

 

Per la verità, nella ripresa la Juventus ha trovato il fondo con  insistenza anche sul lato mancino del campo. Le ali interiste non coprivano bene l’ampiezza né erano precise sui raddoppi, in tal modo Asamoah ha giocato piuttosto alto arrivando con continuità negli ultimi metri

Visto che, come scritto, il mancato ingresso di Costa a sinistra è derivato dall’intento di sfruttare Mandzukic sui cross dalla destra, forse poteva essere schierato Alex Sandro al posto di Asamoah, per disporre di un esterno offensivamente migliore.

In generale, il piano originale di Allegri era quello di annullare i punti di forza dell’avversario per poi sfruttare i cambi dalla panchina, nel tentativo di risolverla nell’ultima parte di gara. In realtà, il picco della Juve è avvenuto nella prima metà di ripresa con in pratica lo stesso 451 “difensivo” della prima frazione. E’ possibile che l’ottimo rendimento offensivo dei suoi abbia  sorpreso Allegri, che non ha così trovato il coraggio di fare determinati cambi già a inizio ripresa.

Alla fine è entrato, per l’ultimo quarto d’ora, il solo Dybala, che però non ha avuto l’impatto che ci si aspettava. Il match si è così concluso con pochi sussulti (anzi, gli unici rischi la Juve li ha corsi proprio quando si è passati al 4231, con la squadra che si è fatta trovare più lunga).

Allegri si è detto soddisfatto della prova della Juventus, aggiungendo che nutriva dei timori per lo stato fisico dei suoi giocatori. La prestazione in assoluto non è stata negativa, ma l’impressione è che nel corso dei 90′ non si sia sfruttata bene l’inerzia che aveva preso il match e che con più coraggio nelle sostituzioni si sarebbe potuto calare il colpo definitivo.

In ogni caso, l’aspetto più evidente della sfida è che anche senza giocatori come Dybala, Alex Sandro e Douglas Costa, si è vista in modo netto la differenza di categoria tra Juventus ed Inter. E questo è un segnale importante per il prosieguo del campionato.