Più titolari meno riserve: perché il modello Juve deve essere il Bayern

di Davide Terruzzi |

Qualche settimana fa scrissi questo articolo sulla prossima entrata in vigore della riforma voluta dalla Figc, una scelta che imporrà un dimagrimento forzato alle società. Non è una cattiva notizia in sé, ma certamente va a delineare una nuova strategia nella composizione delle rose: la Juventus ci ha abituato a squadre profonde, ricche di giocatori, offrendo agli allenatori la possibilità di poter contare su una panchina lunga. Si è preferito puntare sulla quantità – pur alzando negli anni la qualità media delle riserve -, ma ora è arrivato il momento di alzare la posta in gioco approfittando del dimagrimento imposto. Il modello deve essere il Bayern Monaco: una rosa composta su un numero abbastanza elevato di giocatori titolari (17-18) completato da sostituti e giovani (senza l’adozione delle Squadre B la riforma è monca, ma questo è argomento d’altro articolo). Non più due soluzioni per ogni ruolo – scelta che spesso va a comporre rose in cui la qualità si disperde -, ma criteri che riguardano la composizione di ogni singolo reparto, cercando di puntare sul maggior numero possibile di giocatori integri. Quest’anno Allegri poteva contare sì su una rosa lunga e profonda – ma a centrocampo i titolari erano tre e le alternative non dello stesso livello – avendo però sempre tre cambi in grado di variare l’andamento di una partita (spesso Cuadrado, Alex Sandro e Morata). Al netto degli infortuni di giocatori pesanti, questa differenza si è vista tutta nella sfida col Bayern Monaco: Guardiola ha potuto pescare dal suo ricco parco di titolari, Allegri no. La Juventus ora deve concentrare la qualità in un numero preciso di giocatori papabili per essere schierati negli undici titolari senza disperdere le proprie risorse in più interventi: l’era dei jolly panchinari è finita, ne va aperta un’altra.