Perché è il più bello di tutti

di Juventibus |

Continua il dialogo tra un palermitano e una catanese, autori di Juventibus, che dopo la vittoria della Juve a San Siro, tengono fede alla promessa pronunciata alcuni giorni fa: rivedersi, il 5 Maggio, a Torino per Juve-Bologna. Qui di seguito il bilancio della giornata.

Giuseppe Gariffo: E allora, Valeria. Sbaglio o è andata esattamente come avevamo sperato, secondo la migliore delle ipotesi immaginabili? Che giornata, quella giornata! Il 5 maggio non è mai una data normale… e che mi dici di Orazio??

Valeria Arena: È andata pure meglio, diciacemolo francamente. Dovrei fidarmi di più del mio istinto. Papà si è rasseranato dopo una stagione da ansioltici, talmente sereno che in aereo ha fatto amicizia con un interista che l’ha mollato solo al parcheggio dell’aeroporto. Peraltro in volo eravamo ignari di tutto, siamo partiti alle 15:00 e arrivati alle 17:00, ora in cui ho acceso il cellulare e scoperto che la matematica è maestra di vita. Lui intanto conversava con steward e mezzo aereo sul crollo del Napoli con un sorriso raro. Forse ride perché è convinto che Allegri va via, sai.

GG: Ma no, non credo. La sera prima ancora le voci sull’addio di Max non si erano diffuse, eppure ci ha seguiti ovunque, dalla pizzeria alla Baladin… perfino in quel breve passaggio nel locale di piazza Solferino con dj set. Nonostante la corsa precedente per non perdere il tram (a proposito, la prossima volta fallo il biglietto!) che ha messo in serio pericolo il suo menisco. No, no, è che la juventinità, come amo sempre ripetere, attiene alla sfera affettiva. Precede ogni ragionamento, ogni valutazione, ogni analisi tecnico-tattica. Puoi anche non sopportare il coach, detestare metà della rosa… ma quando la Signora vince, alla fine, si gode. Ci sarà un tempo per tutto il resto. E invece tu? Con tua sorella avete poi visto anche la partita o siete rimaste 90′ a provare di indovinare il selfie giusto? (Vi ho visto, sai? E ho le prove!)

VA: Non mi rovinare la reputazione così come hai rovinato il menisco (e forse anche il fegato) di papà. Tra qualche settimana avremo la prognosi, in pieno stile Juve. Comunque, più che rallegrarmi del secondo tempo e del risultato, mi sono goduta Douglas Costa a cinque seggiolini da me. Ma che giocatore è? Questo scudetto dobbiamo titolarglielo. A lui e ai due argentini che forse lo hanno vinto da soli davvero. Non so se ci rendiamo conto che non abbiamo vinto giocando a calcio, nel senso più letterale del termine, abbiamo vinto giocando a braccio di ferro. Sì, lo so, lo facciamo sempre, per carità, ma quest’anno la percentuale è più sproporzionata che mai.

GG: Tutto vero. Che non giochiamo a calcio da un po’, che i due argentini siano stati le nostre Sant’Agata e Santa Rosalia (anche se molti ne discutono il valore dimenticando che in giro, di meglio, si vede ben poco), che Douglas Costa va come il vento (e adesso capisco perchè a fine partita avevi perso la tua nuova acconciatura…). Ma torniamo a noi. In molti dicono che alla Juve la vittoria non è un traguardo ma un sollievo. La viviamo così anche noi? Secondo me risentiamo un po’ troppo di quello che dicono gli altri, dei soliti noti che gettano ombre sulle vittorie della Juve, di Insigne che sfotte per le finali perse – pur sapendo che pagherebbe per giocarsene una anche magari dalla panchina – e alla fine viviamo i titoli come rivalsa da esibire più che come un trofeo da festeggiare. Per me stavolta non è stato così, ho imparato a fregarmene e me lo sono proprio goduto questo 5 maggio. Ora la settimana romana e poi si pensa al futuro. Come te lo immagini? So che ti piace Madrid, Orazio c’è mai stato?

VA: Madrid città del cuore. Se la alziamo lì, faccio un fioretto alla Zampini. Papà farebbe pure 60 anni in quel periodo, sarebbe un bel regalo, in effetti…ma stiamo divagando. Lo vedi? Vinciamo per l’ennesima volta, pensiamo che vada tutto bene e ci adagiamo. Testa a Roma ché c’è un Bonucci a cui ricordare, e far rimpiangere, i fausti anni d’amore e uno scudetto da festeggiare, forse il più bello dal 2012, azzardo. Le montagne russe, per esempio, a me fanno schifo, ma vuoi mettere la sensazione di quando scendi, ti rendi conto che stai bene e sei sopravvissuto e forse ti è pure piaciuto?

GG: Più che alle montagne russe questa stagione mi sembra somigli al film “Il Sesto Senso”. Uno dei più belli nel suo genere, come questo scudetto. Trama avvincente, finale destabilizzante, ma stranamente non andresti mai a rivederlo perchè sarebbe una noia mortale. Hai ragione invece sulla finale di mercoledì, io la temo perchè la sceneggiatura di Bonny che ce la alza in faccia è fin troppo scontata e mi sembra che, a parte il tuo Douglas, non è che stiamo benissimo con gambe e testa. Ma le finali sfuggono a ogni logica e a ogni sceneggiatura prevista. E a proposito di finali, in caso di Wanda (Metropolitano, non Nara), mi spiace per il menisco di Orazio: digli che ci sarà da correre ancora, visto come è andata stavolta. E fallo allenare perchè, per festeggiare o per dimenticare, ci sarà comunque da bere.

VA: Gli faccio da personal (drinker) trainer allora. Inizio seriamente a pensare che siano stati quelli di Netflix a commissionare questa stagione: «Firmiamo questo accordo, basta che ‘sto settimo ve lo sudate. Douglas Costa sempre in panchina eh, chi se ne frega se è il più forte di tutti, Dybala e Higuain ogni tanto mi si addormentano a sorpresa, lo Stadium smette di essere un fortino inespugnabile e, mi raccomando, parecchi gol decisivi al 90’ così mettiamo del thrilling qua e là». L’hanno scritta benino, dai, soprattutto quella testata di Koulibaly che distrugge qualunque certezza e ci manda all’inferno per qualche giorno, fin quando Santon non si perde Higuain che segna di testa. Sbaglia qualunque cosa con quei piedi lì e poi segna di testa. Questa è una vittoria strana, perché c’è poco da tenere e molto da buttare, c’è voglia di rivoluzione, ma anche paura che il nuovo non porti quello che hanno portato questi ultimi 4 anni. Però io tifo, e pur ricordandomi parecchie cose brutte nel corso del stagione, il finale resta comunque bellissimo. E poi sono una sentimentale, ho portato papà a Torino il 5 maggio dopo 35 anni che non andava, per forza di cose è diventato il più bello. Ci aggiorniamo giovedì?

GG: Ci aggiorniamo giovedi, ma ti prego: non parlarmi mai più di fioretti “alla Zampini”.

VA: Però pare che funzionino.

GG: Appunto.