I gol da urlo di questi anni: 9 / Pirlo vs Torino

di Giuseppe Gariffo |

Questa selezione a puntate comprende i 10 gol di questo settennato che, per iverse ragioni, nel momento in cui sono stati segnati, ci hanno fatto esultare con più veemenza. La selezione è stata complicata, come immaginerete, per via della necessità di escludere reti che pure rimarranno stampate nella nostra memoria. Il primo criterio di selezione è stato “di pancia”, ovvero quanto emotivamente, in quell’istante, quel gol ci abbia mossi, facendoci godere e gridare a squarciagola. La seconda scrematura, tra questi, è stata fatta sulla base di quanto poi si siano, a posteriori, rivelati fondamentali per il raggiungimento di un obiettivo. Non sono dunque, necessariamente, i dieci più importanti in assoluto, ma quelli che riteniamo più pesanti nell’ambito dei gol “commoventi”. Nell’attesa che ne arrivi uno ancora più importante.

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9° posto – Campionato 2014-15 tredicesima giornata Juventus-Torino 2-1, 92‘ 54” Pirlo

E’ un mese di grazia, quello di Novembre 2014, per la prima Juve di Allegri. Si apre con la rocambolesca vittoria in casa contro l’Olympiacos, quella del celebre #fiuu twittato dal mister livornese al termine del match, si passa attraverso la splendida affermazione per 3-0 in casa della Lazio (forse la più bella Juventus di quell’annata), si arriva al derby della Mole tre giorni dopo la matematica conquista degli ottavi di Champions, ottenuta in casa del Malmoe con il timbro della coppia Llorente-Tevez.

La stracittadina è preceduta dai soliti proclami del tremendismo granata e dal maniavantismo per eventuali (certi, anzi, in caso di ennesima sconfitta) torti arbitrali a danno del Toro. Si parte benissimo, dopo 15′ infatti Vidal trasforma un rigore netto concesso per fallo di mano di El Kaddouri su una punizione di Pirlo. Sembra l’ouverture dell’ennesimo derby senza storia, eppure la Juve gestisce con halma allegriana e arretra, il Toro prende fiducia e, a metà del primo tempo, perviene al pareggio in maniera incredibile. Il brasiliano Bruno Peres prende palla al limite dell’area su un attacco bianconero respinto e si invola, da solo, verso la porta avversaria. 78 metri di corsa in grande stile, rincorsa sì senza troppa cattiveria da Vidal ed Evra ma, va detto, conclusa meravigliosamente con una staffilata di destro sul secondo palo, che trafigge Storari. Un gran gol che fa esplodere il settore ospiti dello Stadium, dove si sogna di raccogliere il primo risultato positivo nel nuovo impianto della Continassa.

Il secondo tempo vede una Juve stanca e abulica che attacca in maniera lenta e confusa, e un Toro che più volte va vicino al gol del vantaggio in contropiede con Quagliarella ed Amauri (proprio lui, che prometteva da anni un giro di campo in caso di gol dell’ex, proprio lui, che il gol che ci ha fatto urlare di più lo segnò con la maglia della Fiorentina). Sembra tutto apparecchiato per il pareggio quando, al 33′ del secondo tempo arriva anche l’espulsione di Lichtsteiner, scatenando il sarcasmo di un ex-imbavagliato che, in cuor suo, inizia a sognare la vittoria in casa del nemico:

Mancano poco più di dieci minuti ed il pareggio, che alla vigilia nessun bianconero avrebbe firmato, sembra a questo punto un’opzione desiderabile, sia per l’inferiorità numerica che per l’andamento della partita. Ma la Juventus è sempre la Juventus, ed il motto “Fino alla fine” non è solo retorica, specie se hai in campo campioni come quello con il numero 21 sulla schiena. Mancano 30” alla fine, il Toro prova a ripartire in contropiede con Peres e Benassi, Bonucci va in tackle e ruba palla, la Juve riparte con Evra e, in un azione che sembra da rugby la palla gira in orizzontale e all’indietro, verso Morata, poi Vidal, che scarica ancora… Si capisce che è l’ultimo respiro, mancano 6” al fischio finale, Andrea Pirlo arriva sul pallone ai 30 metri, coordinato alla perfezione. Sembra il saltatore in alto che sa di essere al terzo ed ultimo tentativo per la medaglia olimpica, e con eleganza e potenza scaglia un destro che si infila proprio all’angolino dove né Gillet né chiunque altro potrebbe mai arrivare. Lo Stadium esplode. Un bandierone granata che sventola nel settore ospiti si ammaina tristemente. Allegri con il ghigno di chi sa di avere un bel fondoschiena, e non se ne fa certo una colpa, rientra negli spogliatoi anzitempo. Andrea corre sotto la Est urlando la propria gioia, rincorso per l’abbraccio da tutti i compagni ed idealmente da tutti noi. Ve lo facciamo rigodere in due versioni: quella con il pathos di Repice e quella vissuta dal vivo allo Stadium, grazie alle immagini di Pagno72.

PS. Un altro gol nel recupero di un derby meritava di stare in questa Top Ten, quello di Cuadrado nel campionato successivo. Spoiler: non lo troverete, anche se ci starebbe, con pieno merito, per la rimonta incredibile che dopo quel gol è partita. Ma il primo criterio di scelta, quello “di pancia”, lo ha escluso. Perchè “in quel momento” era una brutta Juve, che navigava in cattive acque di classifica, nessuno avrebbe potuto pensare, in quell’attimo, cosa sarebbe scaturito da quel gol. In diretta era solo una ulteriore delusione evitata. Rimarrà per sempre nel cuore, ma questa classifica obbedisce, anzitutto, all’istinto della “prima reazione”.