Pirlo va veloce

di Sandro Scarpa |

Dopo aver superato la metà del campionato vogliamo soffermarci su quella che è parsa fin da subito la più grande incognita della Juve 20/21: Andrea Pirlo. Le informazione su di lui come tecnico erano dapprima inesistenti, e poi relegate alla tesina presentata a Coverciano per l’ottenimento dell’abilitazione da allenatore. Ecco allora la stampa montare l’immagine di un Pirlo Maestro anche in panchina, incensandolo a più riprese per poi, come dirà anche lui durante un’intervista, buttarlo giù dall’alto al primo momento di difficoltà. Rispetto a grandi ex giocatori che lo hanno preceduto in panchina MontellaGattuso, Inzaghi, Di Francesco partiti molto presto su panchine che scottano, Pirlo sembra avere un processo di apprendimento straordinariamente veloce.
 COMUNICAZIONE IN SALA STAMPA ED IN PANCHINA  
Andrea difficilmente si sottrae alle domande della vigilia e del post partita, per un periodo sfruttando anche il problema Covid, la Juventus gli ha evitato la sala stampa della vigilia, ma anche nei post gara più caldi Pirlo ha dato la sensazione di sicurezza, fiducia e convinzione nei propri mezzi, qualità che distinguono i grandi allenatori. Rispetto ai suoi predecessori ex-calciatori ha avuto subito equilibrio nelle vittorie evitando l’euforia, ed equilibrio nelle sconfitte evitando catastrofismi o polemiche anche dove qualche errore arbitrale poteva averlo penalizzato. Per quanto riguarda il bordo campo, se all’inizio Baronio e Tudor tendevano a sovrastare Andrea, ben presto la voce del maestro è andata via via sempre più ad imporsi, per arrivare alla versione attuale di guida ai movimenti della squadra. Altro punto fondamentale il comunicare con tutti i giocatori facendoli sentire tutti uguali, qualche mese fa qualcuno aveva storto il naso quando Pirlo disse: “parlo a Dybala come parlo a Frabotta”, dopo alcuni mesi l’uscita sembra aver sortito migliori effetti a livello di gruppo rispetto a quella di Sarri: “ho parlato con Ronaldo perché lui non è un giocatore normale”.
 IDEE BEN CHIARE MA IN EVOLUZIONE  
La cosa che distingue maggiormente Pirlo rispetto ai neo allenatori presi ad esempio è il continuo aggiornamento tattico al fine di ottimizzare i valori e i giocatori della rosa. Dalla scoperta di Frabotta alla valorizzazione di Danilo, passando per Ramsey e Bernardeschi, Pirlo ha via via continuato ad evolvere la sua idea di calcio adattandola sempre più ai giocatori a disposizione. Per non parlare della grande intuizione Mckennie in difficoltà con la Roma come interno di centrocampo, esaltato come incursore da metà andata in avanti. La velocità con cui Andrea trova soluzioni ed accorgimenti nelle varie zone di campo dimostra grande intelligenza e il supporto di uno staff che lavora bene ed in sintonia.
 NON SOLO TATTICA MA RICERCA DEL DNA JUVE  
Uno degli errori più gravi che può commettere un giovane allenatore, è quello di pensare che con tecnica e tattica si possano risolvere tutti problemi. Pirlo invece nei momenti in cui la Juve era in difficoltà ha spesso puntato il dito si alla fase tattica, ma anche e soprattutto ai valori morali che una squadra deve avere per restare al top. Con le sue parole Pirlo sembra aver toccato le corde giuste ed aver stimolato i propri giocatori.
 CONCLUSIONI E TECNOLOGIA  
Dopo i primi mesi di lavoro la nostra impressione è che Pirlo stia interpretando il ruolo di allenatore con un giusto mix di sicurezza e predisposizione al cambiamento. Le sfide dal punto di vista della rosa prevedono l’integrazione e la condivisione da parte di Dybala, Bernardeschi e Alex Sandro di tattica tecnica e mentalità che gli altri giocatori della rosa sembrano avere acquisito. Da verificare, dopo le parole alla presentazione da parte di Andrea Agnelli, l’utilità che sta dando l’utilizzo dell’intelligenza artificiale all’interno delle sedute di allenamento.
Questo aspetto, sottovalutato da tutti i media, sembra invece contribuire in maniera importante sia all’evoluzione del gioco sia all’approccio di Pirlo come allenatore Concludendo mai come quest’anno sembra che ci sia condivisione di obbiettivi e metodi fra società e guida tecnica, l’impressione è quindi che il matrimonio fra Juventus e Pirlo sia destinato ad avere durata medio lunga, e che le tecnologie e metodologie utilizzate dallo staff bianconero siano destinate a fare da apripista, come in molti altri ambiti è successo, per il calcio Italiano.