Pirlo seguirà la scia di Maurizio Sarri

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Di Mario Pucciarelli

Premesso che avrei gradito la conferma di Sarri per diverse ragioni. Ovviamente, da tifoso rimango all’oscuro di tante dinamiche intestine alla società , e cosa sia mancato effettivamente per determinare la giusta miscela nei rapporti tra dirigenza, guida tecnica e calciatori.

Qualcosa non è andato per il verso giusto e, a tale riguardo, rimango persuaso dall’idea che alla base della soluzione drastica di Agnelli il “fattore umano” abbia prevalso su quello squisitamente tecnico. E’ pur vero che il Sarriball, almeno quello visto a Empoli e Napoli, abbia stentato a decollare. E’ pur vero che molti elementi della rosa appaiono come strumenti inadeguati affinchè l’orchestra, nel suo insieme, suoni in perfetta armonia lo spartito del suo direttore.

E’ pur vero che in un anno è difficile “scrostare” dalla forma mentis collettiva bianconera, una condotta speculativa e risultatista che ha prodotto vendemmiate di successi dentro i sacri confini, molto meno allorquando gli stessi ci si cimentava a varcarli. Tutti elementi concomitanti da cui già qualche mente lungimirante poteva concedersi il lusso di preannunciare un’annata in agrodolce. E così è stato. Resta, in ogni caso, l’attenuante del titolo nazionale confermato, in una stagione che, ha rivisto comparire l’Inter, in pieno rispolvero, sul proscenio delle grandi. Senza dimenticare Atalanta e Lazio, realtà sempre più solide e collaudate in grado di tenerti testa fino all’ultimo. La stessa emergenza Covid sopraggiunge nel momento meno adatto. Ovvero, quando la squadra sembrava avesse trovato la quadra e una certa continuità di rendimento. La vittoria strameritata sull’Inter presagiva l’abbrivio per un finale folgorante di stagione con una Juve meglio pronta a ribaltare lo svantaggio rimediato a Lione. Coi se i coi ma, però, non si fa la storia. E’ andata così e occorre farsene una ragione.

Ora è il momento di Pirlo. E stando alle parole del Maestro, nella inedita veste di “condottiero non giocatore”, la filosofia prevalente resterà quella di fare possesso palla, di avere padronanza del campo, di pressare e di recuperare i palloni persi. Mutatis mutandis, non ci si discosta dal copione proposto dal suo predecessore, di cui Pirlo stesso afferma di ammirarne le idee di calcio.

Un po’ come se Pirlo volesse riprendere la trama interrotta e continuarla, seppur con le migliorie necessarie, naturalmente.

Ora da qui ad avere piena consapevolezza dello “stile Pirlo” e l’eventuale capacità di proiettare le proprie idee sul campo e nella testa degli atleti , ce ne vuole. Ma è innegabile che il tecnico bresciano potrà beneficiare del lavoro lasciato da Sarri, nonché avrà il vantaggio di trovare una rosa migliorata e ringiovanita, con elementi più propinqui al suo tema tattico (Arthur, Kulusevsky etc….)

Come è innegabile che durante l’annata sarriana, pur tra mille difficoltà, si è intravista per lunghi tratti una Juve diversa da quella del quinquennio precedente, sia per approccio, sia per mentalità di gioco. La strada, quindi, può dirsi tracciata da tempo. Dopo lo sgrosso iniziale, spetta ora all’ex genio del centrocampo italico l’indispensabile lavoro di cesellatura, con l’auspicio di tradurre un organico di primo piano in portentosa macchina dispensatrice di spettacolo e di vittorie.


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