Pirlo raccontato dai media

di Giordano Straffellini |

Nel bagaglio di un allenatore moderno, oltre che a tecnica e tattica, è diventato necessario saper affrontare sia la stampa che i social media. In questi mesi Andrea ha dovuto non solo destreggiarsi fra una rosa spesso risicata, inserimento di nuovi giocatori provenienti da campionati differenti e qualche decisione arbitrale discutibile, ma anche da continue provocazioni di una stampa mai tenera con l’ambiente Juventino.

DA MISTER U23 A TECNICO DEI CAMPIONI D’ITALIA

Ad inizio anno grande clamore ha suscitato il repentino passaggio di Andrea da neo allenatore dell’under 23 a tecnico della squadra più vincente d’Italia. Dopo pochi giorni dall’insediamento di Pirlo sulla panchina bianconera è partita la crociata dell’Inesperto. Da chi lo bocciava senza se e senza ma, a chi addirittura, vedi Pistocchi, lo accusava senza giri di parole di essere un raccomandato : ” Lui è diventato allenatore per grazia ricevuta, la donna di Pirlo è molto amica della donna di Agnelli, uno più uno… poi alcuni giocatori non volevano più Sarri e si doveva tagliare il monte stipendi, ma non era lui il prescelto”. Pirlo non ha mai replicato, ne quando le cose andavano bene, ne quando sono arrivate le prime difficoltà rimandando sempre al campo e al finale di stagione i giudizi sulla squadra e su se stesso. Il basso profilo nelle interviste  ha evitato il clamore mediatico ed ha tenuto la squadra al riparo da sterili polemiche.

Pistocchi: «Pirlo allenatore? La sua donna è amica della donna di Agnelli»

ARRIVA LA VITTORIA AL CAMP NOU

Dopo la pareggite di inizio stagione, la Juve fornisce la prima convincente prestazione al Camp Nou di Barcellona, e qui le linee editoriali si dividono. C’è chi infatti minimizza la partita con i  Blaugrana  descrivendoli in crisi nera, e chi invece passa  alla finta esaltazione, si comincia a riparlare di Maestro in panchina di Pirlolandia, ma l’obbiettivo è un altro farlo salire in alto per poi alla prima occasione buttarlo giù dalla torre. Anche in questo caso Andrea è perfetto, esalata la prova dei ragazzi, si reputa soddisfatto ma ammonisce alla pazienza e al lavoro uniche ricette per avere successo.

LA SCONFITTA CON L’INTER

Dopo fasi alterne si arriva al match con l’Inter dove Conte vince sotto tutti i punti di vista, Pirlo è visibilmente irritato, sa che la prova dei suoi è insufficiente ma cerca di non darlo a vedere, intanto la stampa parte in pompa magna a decretare il funerale ai sogni scudetto della vecchia signora, anno di transizione è la frase più utilizzata da tutti i giornali. Pirlo potrebbe campare scuse, spiegare che, per assenze, contro Hakimi e Barella ha dovuto schierare il giovane Frabotta e il discontinuo Ramsey, invece no difende a spada tratta i suoi giocatori, specie il giovane inesperto e rilancia siamo la Juve e lottiamo per vincere fino alla fine.

SUPERCOPPA PRIMO TROFEO E UN PICCOLO SASSOLINO

Arriva la partita col Napoli di supercoppa, il precedente match di campionato di entrambe le squadre sembra decretare già il risultato finale, Juve in crisi e fine della stagione. Ed invece Ronaldo e Morata stendono i partenopei e consegnano a Pirlo ed alla Juventus il primo trofeo stagionale. Qui arriva una svolta significativa, Pirlo fa capire di tenere si un basso profilo, ma manda un avvertimento all’ambiente stampa ”So benissimo che certa stampa mi ha esaltato con l’obbiettivo di farmi cadere da più in alto, succedeva anche quando ero giocatore ma io non ci faccio caso guardo avanti e solo fra qualche anno sapremo se sono o meno un buon allenatore”. Come adire conosco il giochino…

CI PROVANO CON L’ALLEGRISMO

Il superamento del turno in coppa Italia e la vittoria in casa con la Roma, iniziano a far diventare importante il ruolino di marcia della compagine bianconera. Complimenti ad Andrea? Neanche per sogno, al contrario parte la crociata del gioco difensivo e del ritorno al passato. In conferenza stampa fioccano le domande su una Juve che ritorna al suo DNA e che secondo certa stampa fa un passo indietro dal punto di vista del gioco, i paragoni con Allegri si sprecano. Anche qui Pirlo gestisce la situazione come quando dettava i tempi in mezzo al campo ”Vittoria alla Allegri” gli chiedono, ”Vittoria alla Allegri? Vittoria alla Sarri? non mi interessa a me bastano i tre punti”.

Abbiamo appena superato la metà della stagione e di certo non sappiamo come andrà a finire, non sappiamo  se questo che per ora è il campionato più bello degli ultimi 10 anni, diventerà di colpo brutto e noioso. Di sicuro intravediamo in Andrea Pirlo, un uomo pronto ad affrontare questa sfida, non esperto non immune agli errori ma intelligente, preparato e pronto ad evolversi per ottenere il risultato finale, d’altra parte una cosa in 4 anni di juve l’ha imparata, VINCERE NON E’ IMPORTANTE E’ L’UNICA COSA CHE CONTA