Pirlo alla Juve paga le sue colpe e quelle di altri

di Valerio Vitali |

In questi primi mesi di Andrea Pirlo alla guida della Juve stanno emergendo qualità e limiti della sua figura, ma anche di altre situazioni che lo circondano. Il mister sta pagando colpe sue e propriamente non sue. Non è facile sobbarcarsi delle attese così alte quando si parte ad allenare la Juventus, ma la sfida, va detto, l’ha accettata sin da subito lui stesso.

Cio’ che sta emergendo soprattutto in questi ultimissimi giorni, è l’evidente passo indietro di Pirlo in termini di coraggio. Un coraggio nelle scelte, nel lanciare qualche nome “nuovo” o mischiare le carte in maniera disattesa. Un aspetto questo che invece è emerso sin dalla prima uscita stagionale contro la Sampdoria.

In una Juve dove si percepisce in maniera preponderante l’assenza di Arthur in cabina di regia, servirebbe un passo in più. Una soluzione, una “trovata geniale”. Quella mossa potrebbe essere rappresentata da un Fagioli titolare contro il Crotone? O da un Ramsey adattato in quella veste? Questo è il momento più adatto per esperimenti simili e per riannodare quei fili del “coraggio” che negli ultimi due mesi è sembrato spezzarsi.

Logico è che in alcune soluzioni la colpa sia da imputarsi interamente a lui, ma non è un discorso che vale per tutte le critiche che gli vengono imputate da Napoli in poi. Tra le tante attenuanti i lunghi e continui stop di Dybala, Ramsey, Arthur, Cuadrado, ma anche la presenza di alcune pedine fondamentali come Bentancur non propriamente adatti per il suo gioco. L’arrivo di una quarta punta senza se e senza ma avrebbe giovato ma le “occasioni di mercato” più che cercarle si è stati ad aspettarle.

La costruzione di gioco di questa Juventus è figlia di alcuni errori che si sono protratti nel tempo. Partendo da Allegri, passando per Sarri e arrivando appunto a Pirlo, si sono ripercosse le stesse problematiche. A partire dall’approccio fino ad un’adeguata tenuta atletica nel periodo clou della stagione, di cui onestamente lo staff atletico ha indubbie responsabilità, perlomeno maggiori rispetto alla guida tecnica. Questo è il momento del “reset”. Di rinnovare quell’entusiasmo dichiarato ad inizio stagione e che lo si puo’ trasportare in campo solamente con una maggiore intensità fisica e con nuove soluzioni tattiche e negli interpreti di cui però, Pirlo è primo responsabile.