Pirlo, 25 giorni di allenamento e una missione impossibile

di Sandro Scarpa |

“In 70 giorni che son qua ho allenato 22/23 giorni con un mese di ritiro nazionali. Di questo tempo ne abbiamo avuto ancora meno con tutti i giocatori. Normale che non ci sia fluidità e qualche posizione non capita al 100% ma siamo contenti, non dei risultati, ma dell’approccio e della voglia”. Andrea Pirlo

22-23 giorni di allenamenti.

Riportiamoli ad una stagione “normale”.

2010-11 – Primo anno di Antonio Conte

Raduno il 1° Luglio. Dopo 10 giorni sgambata col Trentino, mentre Pirlo incontra il Novara. Poi Conte prosegue con amichevoli nei 15 giorni seguenti (Al Nassr, Amburgo e Lione), mentre Pirlo è già in campo con Samp e Roma. Dal 24 Luglio (Juve-Lione) al 24 Agosto (Juve A-Juve B), Conte ha un altro mese per torchiare i suoi, mentre Pirlo dopo la 2° pausa, beccava in 15 giorni Crotone, Dynamo, Verona, Barca e Spezia. La prima di Conte (Juve-Parma) è l’11 settembre: 70 giorni a disposizione, senza soste. Pirlo a 70 giorni di allenamento ci arriverà forse dopo Natale. Poi Conte è ottimo da subito ma trova l’assetto giusto (352) dopo 23 gare (11 vittorie 12 pareggi) con tutta la settimana a disposizione.

2014-15 – Primo anno di Massimiliano Allegri

Turbolento l’inizio dal 16 Luglio. Allegri non modifica l’assetto di Conte all’inizio (con rosa quasi identica). Dopo 10 giorni incappa nel Lucento, dopo altri 15 pareggia in amichevole a Cesena (0-0) e siamo già ai 25 giorni di Pirlo. Poi ad agosto il tour in Asia, prima del vernissage a Villar. Quando Max esordisce in A è il 30 Agosto (Chievo-Juve 0-1) e sono passati 45 giorni dal ritiro (senza soste). L’esordio in Champions sarà il 16 Settembre (vittoria contro il Malmoe), seguito da due KO esterni (Atletico e Olympiacos). La sera del KO in Grecia la squadra è con Allegri da 3 mesi (non 22 giorni…). Macs sarà bravo a cambiare solo nel match di ritorno (3-2 in rimonta all’Olympiacos).

2019-20 – Anno di Maurizio Sarri

Raduno il 10 Luglio. La rivoluzione richiederebbe tempo (i 40 giorni di ritiro duro e puro) e invece la Juve dopo 15 giorni va in Asia (Tottenham, Inter e K-League). Ritorna in Italia per altri 20 giorni pieni. Sarri ha già più allenamenti del Pirlo attuale quando vince di misura contro la Triestina (0-1). Al netto di viaggi, amichevoli e polmonite, il gruppo è con Sarri da 40 giorni quando esordisce a Parma (0-1), poi Juve-Napoli 7 giorni dopo. La sosta arriva solo dopo, lasciando a Sarri un gruppo “spompato” che soffre a Firenze (0-0) prima di convincere a Madrid (18 Settembre). L’esordio in UCL arriva dopo 70 giorni, interrotti solo dai 10 giorni di ritiro Nazionali: 60 giorni di Sarri, altro che 22-23 con Pirlo.

E’ un anno assurdo, surreale, ma TUTTE le squadre sono nella stessa identica situazione. ALT!

Prendiamo le big dei vari tornei: Liverpool, City, ManUnited, Chelsea, Tottenham, Arsenal; Real, Barca, Atleti, Siviglia; PSG, Lione; Bayern, BVB, Lipsia; Inter, Atalanta, Milan, Napoli, Lazio, Roma.

Quante hanno cambiato tecnico? Una su ventuno: il Barca di Koeman, ora 12° in Liga, 8 punti in 6 gare a -9 dalla vetta. Il buon Ronald però allena dal 1999, l’estate in cui Pirlo 19enne passava dal Brescia all’Inter. Considerando i “punti sul campo”, anche la Juve è 10° con 9 punti (in 5 gare) a -7 dal Milan, con una gara da recuperare.

E’ ovvio che nel momento in cui la Juve ha scelto di cambiare era conscia dell’incredibile difficoltà che qualsiasi mister avrebbe avuto nel preparare una stagione compressa, spezzettata da un’anomala tripla sosta nazionali e infarcita di gare Champions ogni 7 giorni. Le altre 20 “big” si sono tenuti stretti il proprio mister (per risultati positivi o proprio per questa considerazioni). Le uniche a NON poterlo fare erano proprio Barca (ovvio) e Juventus per ciò che era avvenuto all’interno dello spogliatoio.

Stagione mostruosamente complicata per Pirlo che in più è il primo esordiente totale a debuttare in un anno surreale e in una squadre che –per definizione– DEVE vincere tutto.

Calendario e sorteggio hanno dato assist a Pirlo: il mister ha “bypassato” la trappola Napoli per affrontare un trittico da 9 punti (Crotone, Hellas, Spezia) che sarebbero stati essenziali per un progetto rischioso e dall’urna europea è uscito un girone con netto divario (auspicabile) tra prime e altre. A complicare il tutto però si sono aggiunti Chiellini e CR7 immolati all’altare nazionali, un Dybala al 25% Morata 5 volte con qualche cm di troppo, Bernardeschi fantozziano, rigori e rossi severi contro e qualche rigore a favore non concesso.

Pirlo non ha l’esperienza di Conte, Allegri e Sarri e ha 25 giorni di allenamenti con la squadra (15 senza Cristiano, 15 senza Chiesa, 10 senza Chiellini e così via…), quelli che avevano i suoi predecessori a Villar Perosa e non contro Messi.

Ora il Mister –che su sfide impossibili e controllo dello spazio-tempo ci ha costruito una carriera– avrà due trasferte fondamentali: Ferencvaros per sentirsi agli ottavi e Lazio per capire quanto ancora pesa la Juventus in A. Poi ancora la (maledetta) international break e a seguire il ciclo più surreale di una stagione totalmente folle: 10 (DIECI) partite in 30 giorni, con trasferte, voli e l’impossibilità di allenarsi e provare tra pre e post-gara. E tutto questo in piena Pandemia crescente.

Auguri a Pirlo, ma non giudichiamolo come un normale allenatore in una normale stagione: è più che mai un uomo che deve plasmare tempo e spazio cercando di fare meno errori possibili e trasferire e applicare concetti e idee più efficaci possibili.