L’enigma futuro Juve tra Pirlo, Allegri e il destino del management

di Susanna Gatto |

Mentre la squadra prosegue il suo secondo giorno di allenamenti in vista della prima delle cinque sfide fondamentali di campionato, cercando di non compiere l’ennesimo passo falso contro una squadra di bassa classifica, il tema della panchina della Juventus continua ad aleggiare alla Continassa come un fantasma di cui la società si sta occupando senza far trapelare nulla. Andrea Pirlo, dopo le sue dichiarazioni post Fiorentina-Juventus, ha lasciato intendere di essere consapevole che la società non può essere certamente soddisfatta del suo lavoro. Nel frattempo, la sua percentuale di permanenza per la prossima stagione scende al 9,89% stando alle dichiarazioni Luca Momblano nella live odierna di Jb Like. Sembra quindi non dipendere oramai dalla qualificazione in Champions League il futuro di Andrea Pirlo come allenatore della prossima. È intuibile da come la società si è mossa in questi ultimi anni che non saranno certamente le ultime cinque giornate di campionato a determinare la scelta.

Il nome di Massimiliano Allegri sembra ad oggi quello più credibile, ma, come afferma Momblano, restano diversi nodi da sciogliere: l’allenatore livornese infatti verrebbe alla Juventus al di là della qualificazione in Champions. L’unica cosa che pretenderebbe Allegri per un suo eventuale ritorno in bianconero è la possibilità di svolgere un ruolo alla Ferguson, ossia avere un ruolo decisionale centrale nella strutturazione di una Juventus del futuro. Secondo Luca Momblano ad esempio, «Un anno di contratto a Chiellini è la terza cosa che metterebbe sul piatto Allegri, tra lui e Bonucci sarebbe più in dubbio il secondo», ma prima di tutto la panchina di Allegri sembrerebbe dipendere dalla permanenza o meno di determinati elementi della dirigenza, per questo motivo è fondamentale capire chi dei tanti in scadenza a giugno tra cui Fabio Paratici e Pavel Nedved, continuerà il suo percorso nella Juventus.