Pirlo tesse le lodi di Adrien Rabiot e forse dovremmo rivalutarlo anche noi

di Valerio Vitali |

Adrien Rabiot

Nella nuova Juve di Andrea Pirlo sta prendendo forma Adrien Rabiot. Un tassello importantissimo quello del centrocampista francese. Il mediano transalpino, che all’occorrenza sta prendendo sempre più le sembianze di un “tuttocampista” da dopo il lockdown di luglio è un altro giocatore. Nella stagione passata i primi passi in avanti (vedasi il gol con il Milan), diventati dei veri passi da gigante nella stagione in corso.

Per il mister bresciano, Rabiot è diventato un punto fermo, a tal punto da panchinare Bentancur. Nella sua crescita fisica, tecnica e tattica ci sono le parole di Pirlo, che lo ha così descritto nel post gara di Juve – Cagliari: “Raramente ho visto un calciatore così forte sia in termini di fisicità che di tecnica. E’ importantissimo per noi”. Da qui dovrebbero partire tutte le riflessioni (e le scuse) del caso. La stragrande maggioranza dei tifosi e dell’ambiente juventino nell’anno precedente si era già frettolosamente sbrigato a etichettarlo come ‘bidone’, ma così non è da ormai un bel po’ di tempo.

La crescita dimensionale dell’ex PSG si nota tutta. Corre, raddoppia, è il primo in fase di transizione e il primo centrocampista a raddoppiare sempre l’avversario. Le sue ‘skills’ fisiche e anche balistiche cominciano a prendere forma. Ormai divenuto un titolare inamovibile nell’attuale Juve, sta dimostrando che tutti noi dovremmo chiedergli scusa, dimostrando di aver preso un abbaglio. Tempo al tempo, quello necessario per il “cavallo pazzo” (così è stato descritto in una famosa telecronaca) per conquistare il cuore dei tifosi juventini da sempre troppo duro e avvezzo agli amori a prima vista. Tempo al tempo, quello che serve anche a questa squadra che sta crescendo di pari passo insieme al francese. Excusez nous, Adrien.