Pipita il verme

di Vincenzo Ricchiuti |

La staffetta Marchisio-Pjanic comincia a somigliare a Rivera-Mazzola. Ritornare indietro nel tempo non spaventa Allegri che unico uomo fatto e finito in un contesto di disumano infinito gioca come gli pare l’ammasso di nerd che lo circonda. Allegri ha gli occhi aperti e nessun appuntamento con la Storia: può quindi comportarsi da Eichmann degli avversari mettendo in ordine ma senza regole la loro macellazione quieta. Hai voglia a dirgli, il commentatore di Juventibus come il Lele Adani stopper del Brescia, il calcio è evoluto almeno la metà della classe operaia in Germania dei ’30. Non accetteranno mai, non subiranno mai passivamente, siamo andati avanti herr Allegri, abbiamo i numeri la teoria la cultura e tutto il progetto per arrivare davanti al progresso stesso. Intanto Allegri vince le elezioni da 3 anni e brucia il Reichstag quanto gli pare tanto la colpa è di Nedved o di Tavecchio o del culo che trionfa sempre e comunque del declino del calcio italiano. Mentre gli altri vanno nel futuro Allegri torna anche dal passato se vuole. Uno dei capitoletti che s’è andato a prendere dalle antiche e sorpassate letture è la figura del verme. Higuain ormai è come Tevez. Non è più un inutile e teatrale sudamericano di quelli che negli anni ’70 Andy Kaufman avrebbe raffigurato col poncho macchiato il sombrero in erezione e la figlia grassa. Una di quelle cose intente a ponzare sentenze alla cellulite sparando castronomiche cazzate che poi Buffa ha interpretato come roba di sinistra. Finito il momento degli sketch di quartiere questi Don cosi  hanno alla Juve la chance di tramutarsi in qualcosa di meglio di un idolo da umanesimo degli sfigati. Diventano utili esecutori del proprio istinto animale: vincere senza il permesso della madre e il consenso delle merde come erano loro. Sbocciano. Ma non diventando speranza o il bello da vedere, quello è per l’Europa League. Mutano in inaccettabili e sentitissimi vermi. Il verme in natura è l’elemento che mal si adatta ai commentatori di Juventibus ed al Lele Adani stopper da Brescia. La sua presenza non è statisticamente rilevabile. Il suo movimento è del tutto straniero a Var e moviole. Non è luce ma un patto col buio del terra terra. Il suo senso pratico mal si sposa con la critica new romantic che imperversa abboffando di arte una cazzata come il calcio. Striscia fregando l’onore dello schema, violando la purezza del calcio Matia Bazar quello da brividi lungo la schiena e belle gioie da commenti di 200 tomi. E’ dannato e quindi non ha rifugio. E’ tecnico e dunque non ha l’assoluzione in nome della solidarietà pelosa ai generosi. Higuain ha da perfetto emulo di Tevez il senso del prendersi Eva bacando la mela verde di speranze e invidia di Adamo stopper da Eden, conoscendo le posizioni che contano perché sa dove trovarle. Glielo ha detto Allegri dove sono le fighe, le partite del calcio. Ai suoi piedi. Purché per terra.