Il Pipita Higuain e l’impatto sul bilancio

di Leonardo Dorini |

Si continua a discutere sul caso Icardi-Higuain: abbiamo già dichiarato come, ora che lo abbiamo imparato ad amare, ci spiacerebbe assai veder partire il Pipita.

Ricordiamo allora alcuni elementi fondamentali dell’acquisto di Higuain dal punto di vista economico-finanziario: sono passati meno di due anni e fu il caso di mercato più eclatante della stagione: Higuain passò dal Napoli alla Juve per la somma di 90 milioni di Euro, pari al valore della clausola rescissoria relativa alla possibilità di sfruttare i diritti alle prestazioni sportive dell’argentino.

Capitalizzati alcuni costi connessi al contratto, il suo valore di carico è stato contabilizzato in poco più di 91 milioni di euro, con un contratto a 5 anni ed un compenso annuo, secondo le cronache, di 7,5 milioni netti, fra i più elevati, se non il più elevato, del campionato italiano.

Ma vediamo un attimo meglio come inquadrare l’acquisto di GH9: nell’esercizio 2016-17, conclusosi il 30/6/2017 (un anno fa), la Relazione al Bilancio ci racconta di un’annata in cui gli Investimenti nel parco giocatori sono stati di 250 milioni complessivi: quindi lo scorso esercizio da solo il Pipita ha rappresentato oltre un terzo del totale degli investimenti nel parco giocatori; il valore, pur ammortizzato di un anno (per circa 18 milioni quindi), è a fine esercizio pari a circa 73 milioni, su un valore complessivo della rosa, al netto degli ammortamenti, pari a circa 300 milioni. E quindi il Pipa, da solo, a puri valori di bilancio, rappresentava un anno fa circa un quarto del valore dell’intero parco giocatori bianconero.

Fonte: Relazione Finanziaria Annuale al 30/6/2017 – Juventus Fc S.p.A.

Se ci spostiamo alla semestrale dell’anno in corso, chiusa al 31/12/2017, il valore netto complessivo dei diritti di sfruttamento delle prestazioni sportive dei calciatori si colloca a 338 milioni, mentre il valore del Pipita, proseguendo gli ammortamenti, era sceso a circa 63 milioni, quindi poco meno di un quinto del totale per un singolo giocatore. Alla chiusura di bilancio del corrente esercizio, a fine giugno, il valore scenderà ulteriormente, e si collocherà a poco meno di 55 milioni.

Detto di quanta rilevanza abbia l’asset patrimoniale rappresentato da Higuain, chiediamoci ora qual è il suo impatto a Conto Economico: in un anno tipo, esso dovrebbe collocarsi in circa 33 milioni: 18 di ammortamenti e 15 di ingaggio (approssimando così il costo al valore di 7,5 netti dell’ingaggio); questo valore rappresenta, nell’anno finanziario chiuso il 30/6/2017, più del 10% dei 316 milioni di costi complessivi (235 milioni di ingaggi e 81 di ammortamenti complessivi) del parco giocatori; poiché la Società dichiara 102 tesserati, significa che il Pipa è costato in quell’esercizio 10,7 volte il tesserato medio della Juve; lo stesso valore, calcolato alla semestrale al 31/12/2017, passa a oltre 12 volte.

Un acquisto importante, non c’è che dire.

In finanza, il controfattuale è sempre difficile da avere, se non impossibile. Cosa sarebbe successo, senza il Pipa? Qualcun altro avrebbe segnato ad esempio al San Paolo? O a Wembley? O a San Siro? Probabile, ma chi può dirlo. E gli scudetti, li avremmo vinti lo stesso? Probabile, ma non certo. E di magliette con il 9, ne avremmo vendute lo stesso? Chissà.

Di certo, abbiamo imparato a conoscere la scintilla nel suo sguardo, ma sugli aridi numeri, non sappiamo aggiungere molto.