Pillole di Arthur, tra campo e mercato

di Stefano Francesco Utzeri |

La giornata di ieri è stata molto calda sul fronte Arthur-Juventus. Il brasiliano sembra avvicinarsi passo dopo passo alla maglia bianconera, in un’operazione che dovrebbe portare anche Miralem Pjanic a fare il percorso inverso.

Arthur, dopo la scia di indiscrezioni della giornata, è sceso poi in campo con la maglia blaugrana, alle 22. Il Barça era impegnato al Camp Nou contro l’Athletic Bilbao. L’ex centrocampista del Gremio è stato schierato da Quique Setién in formazione titolare come mezzala sinistra, per la coincidenza dell’infortunio di de Jong e degli acciacchi di Rakitic.

Il centrocampista desiderato dai bianconeri ha giocato 55 minuti, prima di uscire sostituito da Riqui Puig. Inevitabilmente il mio occhio bianconero è andato a curiosare in casa blaugrana, e pur non vedendo una gran partita, anzi tutt’altro, lo spezzone che ho potuto osservare mi ha confermato alcune primitive impressioni che ho avuto in altre gare del verdeoro.

Tecnicamente preciso, pulito e ordinato, Arthur ha dato l’impressione di cercare in ogni maniera il modo di scardinare la difesa del Bilbao, un po’ con qualche percussione, molto di più con la visione di gioco e la ricerca dell’imbucata verticale a servire il guizzo giusto dei vari Vidal, Messi, Suarez, ecc…niente da fare, ma poco male. Il Barcellona nel suo complesso è parso in evidente difficoltà e spesso nervoso. Il possesso è stato lento e poco efficace, tuttavia Arthur ha avuto spesso il merito di smarcarsi e farsi trovare pronto per ricevere e muovere il pallone velocemente.

L’impressione positiva, nonostante la prestazione incolore di quasi tutto il Barça, è cresciuta immediatamente quando in un contrattacco dei baschi, il numero 8 ha ripiegato efficacemente rubando il pallone, giocando un doppio scambio in uscita dalla fascia difensiva destra con Semedo prima e Vidal poi. Una giocata che mi ha ricordato ciò di cui spesso manchiamo: pulizia e qualità nelle giocata, volontà e visione del gioco verticale.

Io attendo fiducioso, Arthur può diventare un perno importante della nostra mediana.


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