Piangi (giochi bene) e fotti

Nel dominio Juve in Italia c’è un club da applaudire per essere stato sempre al vertice: il Napoli. Lodi alla società che, senza i mezzi economici e l’appeal delle milanesi, è sempre arrivata in Europa e spesso in Champions, coltivando campioni e giovani, e plauso allo staff tecnico che con Mazzarri, Benitez e Sarri ha avuto identità precisa e crescita continua, invidiabile rispetto ai fallimenti in serie delle altre rivali.

In particolare il lavoro di Sarri ha portato il Napoli ad avere un gioco piacevole, un modulo raffinato ed efficace, possesso palla continuo e brillante, schemi offensivi adatti agli interpreti, record di prolificità e, quest’anno, una solidità difensiva impressionante.

Senza eccessi mediatici che ingigantiscono i meriti di un club in lotta con la Juve, potremmo dire che la SSC Napoli è una società modello in termini di gestione economico-finanzaria, pur con palesi limiti “provinciali” di comunicazione, strutture e vivaio, e il Napoli è una squadra modello in Europa che, pur con i limiti di gestione della rosa e mentalità, sta ottenendo risultati straordinari.

Tutto bello e apprezzabile quindi ma, per dirla nel suo stile, Maurizio Sarri ha rotto i coglioni!

Che ci siano tifosi beceri, complottisti e piagnoni ad ogni latitudine ci sta. Che ci siano media antijuve in ogni epoca ci sta altrettando, con magliette cambiate ogni volta, e di ogni genere, dal Milan fininvestiano, all’Inter degli Onesti, la Roma attigua ai poteri forti, anche politici e ora i flirt col Napoli.

Ci sta infatti che il condirettore di Sky Sport (Caressa) dica “se il Napoli vince lo Scudetto si risolleva il Paese” e commenti Atalanta-Napoli con toni più infervorati di Alvino e Auriemma,  ci sta che Sarri sia “Mr. Europa” anche con 6 ko nelle ultime 8 in UCL, mentre Allegri ha solo 2 finali in 3 anni. Dei media non ci stupiamo più. Ecco perché è quasi ovvio glissare su Mertens a Crotone (o a Bergamo) e fare la terza guerra mondiale per Bernardeschi a Cagliari, ed è ovvio sorvolare sugli svenimenti di Callejon e il mani di Koulibaly, poche ore dopo aver assistito a ben 13 giornalisti nazionali (Zucconi, Feltri, Telese, etc. tutti ex-direttori, tra gli altri, assieme ai soliti Varriale, Pistocchi, Ziliani) indignarsi per un arbitro napoletano che, semplicemente, applica alla lettera il regolamento.

A tifosi ultrà e a media ancor più ultrà ci siamo rassegnati.

Non ci si rassegna invece all’eterno “chiagni e fotti” del tecnico napoletano, a livelli inauditi e imbarazzanti nelle sue contraddizioni e nel suo provincialismo complottista, così stridente rispetto allo straordinario lavoro fatto sul campo. Sarri si è calato nella figura del capopopolo che difende la città da presunti pericoli, palazzi, sistemi e macchinazioni. Molto più del patron De Laurentiis che si limita a stilettate banali, molto più di qualsiasi giocatore azzurro che anzi non esce mai fuori dal coro di semplice speranza di vittoria.

 

Il tecnico azzurro ha iniziato presto, a Luglio con un maniavantismo clamoroso sul VAR:

Il dato numerico straordinario è che dopo 22 giornate il Napoli è l’unica squadra a non aver MAI avuto una revisione VAR negativa (0 su 5 revisioni, 8 revisioni negative su 13 per la Juve). Questo vuol dire che gli arbitri delle gare Napoli sono stati perfetti nel giudicare gli episodi o al VAR non è stato ravvisato alcun errore pro-Napoli. Vedremo, se ci sarà, cosa accadrà al primo caso.

Del resto il maniavantismo di Sarri (che sapeva bene chi avrebbe deciso e chi sarebbe stato designato al VAR) coincideva con quello di De Laurentiis:

Se il VAR non funziona Tavecchio dovrà scappare in Australia e i giornalisti dovranno “vigilare“….

Poi però le cose col VAR per il Napoli funzionano benino, così ci si concentra sui soliti altri piagnistei:

 

il CAMPO (alla prima partita…)

 

il CAMPO bis (ma almeno in 16 trasferte su 19…):

 

l’ORARIO:

 

peraltro, ricordiamo che anche le 1800 non sono orario gradito, per la celebre PENOMBRA

 

celeberrimo anche il pianto per il PALLONE INVERNALE:

 

Tornando a questa stagione, si riparte con la SOSTA:

 

Le FESTE (causa del KO in Coppa Italia contro l’Atalanta):

anche se lui stesso due anni fa aveva avuto la brillante idea di far giocare la Coppa Italia nelle feste:

 

Poi ovviamente c’è il calendario (per la CL):

 

e ovviamente, la “clamorosa cazzata” del CALENDARIO anticipi/posticipi:

 

anche se lui stesso 18 mesi fa si lamentava dell’esatto contrario:

 

Questa volta la Lega risponde (la Juve gioca dopo perché obbligata dalle Coppe e fino a quel momento aveva giocato 14 volte su 16 prima del Napoli, senza fiatare, ovviamente).

Ma a Sarri la risposta non piace:

 

Infine il MERCATO:

 

Ma l’arte raffinate (eppure innata ed istintiva) del piangere&fottere risalta soprattutto nelle decisioni arbitrali. Nulla di scandaloso, vero. Eppure Mertens a Crotone la prende con due braccia, e per Sarri la prende “col petto” e comunque “parliamo di calcio, non di arbitri!”:

 

Fortuna vuole che anche a Bergamo il gol decisivo di Mertens arrivi in dubbio offside, ma Sarri è gioioso e pensa appunto a Calendari e Marotta:

 

La fortunacontinua ad arridere all’audace Napoli che con con un autogol, un braccio (involontario?) di Koulibaly e un rigore “generoso” batte anche il Bologna, ma a Sarri “parlare di arbitri ANNOIA!”:

 

Evidentemente però gli piace annoiarsi perché fa allusioni a Chievo-Juve

(sì caro Sarri, sabato sera si è parlato SOLO di arbitri, pur con l’arbitraggio impeccabile di Maresca)

e continua ad annoiarsi, ricordando il passato rivelatore….

 

Sia ad Empoli che a Napoli però Sarri non si è mai annoiato a parlare di arbitri. Ci sono almeno 42 news in date diverse con “Sarri si lamenta dell’arbitro” da quando è in A, ricordiamo le più simpatiche:

 

c’è  un motivo però per tutte queste espulsioni, e lo spiega lo stesso Sarri: LA TUTA!

 

Inoltre, anche se parlare di arbitri annoia, se lo fanno tutti, saranno mica pazzi?

 

Dulcis in fundo, se la Juve finora  aveva più “fatturato“, “mentalità“, “attitudine“, “potere“, “rosa“, “strisce” e mille altri fattori che la aiutavano, ieri l’allenatore in tuta ha buttato lì un’altra perla:

 

Insomma Maurizio, te lo ripetiamo col massimo della stima: hai rotto i coglioni con questo chiagni e fotti! E almeno uno scudetto, già in bacheca, goditelo!